lunedì 3 dicembre 2007

Miseria e Nobiltà

In Provincia si sono dimessi tutti, chi per solidarietà, chi per disperazione (penso ai poveretti che per fare gli assessori si erano già dimessi da altre cariche... che inferno!). A presidiare il bel palazzo (tutte le provincie italiane hanno sede in edifici particolarmente affascinanti) è rimasto, imperturbabile, il signor conte.
Ieri sera, sul tardi, le luci della sua stanza erano accese. Forse controllava la residua argenteria.

Camorra's victim

Infilandomi le scarpe con stiletto in vernice nera dopo aver letto "Gomorra" mi sono detta che il fatto che siano deliziose mi libera da ogni senso di colpa.

COSA IN LIBERTA'

Il travaglio della "cosa" azzurra anticipa un parto pilotato podalico che consentirà ai genitori di disconoscere, e quindi di prendere a calcioni, i figli degeneri di primo letto. Già me li vedo, i tapini, mentre non capiscono il perchè della loro esclusione dalle liste, dalle cariche, dagli incarichi... Eppure avevano tante tessere, avevano presidiato i banchetti, disegnato strategie, cambiato macchina...

Bramby

Lo zig zag sulla testa della MVB è un vezzo o un presagio?

sabato 1 dicembre 2007

LOCAL MOOD


Consegnatari di tapiri, prego, buttate un’occhio a est del nord: qui c’è una squadretta di signori che se li meritano proprio. Non occorre nemmeno che pitturiate le bestie col nasone con la porporina: basta un po’ di carta stagnola e vedrete che la loro bella figura la faranno.

Questi i fatti che dovrebbero convincervi della bontà della proposta che riguarda - ve lo dico subito così non rischiate di sbagliare versante in tempi di liquidità politica -, quella che fino all’altro giorno si chiamava Casa delle Libertà.

L’arcore’s man, quello che pensava di aver disfatto e rifatto l’Italia e re-inventato la politica (e come dargli torto?) secondo me ha un’idea in testa ben chiara: la politica, la comunicazione e l’immagine di Forza Italia e dei miei alleati la faccio io dai miei cunicoli catodici e che i disgraziati sul territorio facciano quello che vogliono. Vincerà il più forte.

Il ragionamento non è così peregrino come sembra perché, lasciando scorazzare a piacimento le bestie queste alla fine si mangiano l’un l’altra e prevale quello o quelli con il pelo o lo piume più resistenti. Succede così che impazzino nell’ombra i cosiddetti strateghi così convinti di esserlo da diventarlo e che, sapendo far di conto e avendo una buona familiarità con la famigerata casta, investano il tempo a disegnare il futuro altrui possibilmente dopo aver provveduto a una loro conveniente sistemazione nel presente.

Sono quelli che negli states chiamano kingmakers e che da Udine, giù giù sino a Caltanisetta, tramano più o meno nell’ombra contraddittoriamente certi di essere stati colpiti dal fascio di luce della conoscenza. Scusatemi cari tapiratori queste digressioni ma così dicendo riesco a mantenere quel minimo di riservatezza che mi consentirà di non buttare alle ortiche la mia carriera e che quassù in provincia è condizione per poter tirar fiato senza venire impallinata alle spalle da un cacciatore della domenica con tanto di tessera nuova di zecca azzurra o tricolore nel taschino.

Succede quindi che l’estate scorsa convinca definitivamente il Mister della Cdl (con lo zampino del capo dei capi) che a sfidare il presidente della regione in carica sarà il patron delle cucine arancioni. L’uomo, che non è di legno e che riesce ad incastrare a richiesta anche le macchinine del caffè nelle sue avveniristiche produzioni, vive una fase di sincera ebbrezza: convoca sondaggisti, fa due conti per capire come piazzare l’azienda, si confronta con gli amici industriali (cane non mangia cane) e soprattutto prende tempo. Il Mister, che tutto prevede fuorché che i giochi non si svolgano secondo le sue regole e visioni, lavora allo scacchiere: fuori dai piedi il presidente della provincia che vuole fare una lista autonoma per il suo grillo parlante, fuori anche il reperto carnico che tra una dama e l’altra minaccia di mandare tutto a catafascio (muoia Sansone con tutti i filistei) in virtù di un patto d’onore (!) con il Boss, silenziatore al vispo senatore missino che un’idea di fare il presidente della regione l’aveva accarezzata. Quanto al comune di Udine, fuori il sindaco attuale (proprio da lui fortemente voluto e corteggiato. Mah!) e dentro un notaio o un commercialista con cinque cerchi sulla testa e nel cuore. Ma perché tutto questo gran daffare? Perché il Mister aveva saputo da Dagospia e da qualche blog irriverente che gira nel palazzo che fu di Margherita d’Austria (Madame) che Prodi se ne sarebbe andato a casa, che ci sarebbe stato un governo tecnico, insomma tutto quello che nell’emisfero destro della purpurea sala si diceva e si sperava. Ma non basta. Mentre Prodi avrebbe dovuto fare le valige, a piantare una grana memorabile in questa periferia dell’impero del niente politico, ci ha pensato il Disoccupato (prego predisporre il tapiro 3).

Contro il pover’uomo, per carità, niente di personale, ma una certa maniacalità deve pur averla se all’inizio di ogni campagna elettorale fa il giro dei partiti (del centrodestra, dall’altra parte si è tagliato i ponti litigando con Cecotti) e si fa sottoscrivere (carta canta) dei potenziali incarichi di lavoro. Più esattamente l’uomo sente di essere un Direttore e in questa direzione spinge i suoi interlocutori che, pur di avere in cambio un voto - dicasi uno -, firmano copiosi impegni. Non è che io ce l’abbia con i direttori, anzi, ma, tutto sommato il mondo di lavoro è più variegato e un mio amico in età, dopo aver consumato i tavoli verdi del nord Italia, si è messo a fare onorevolmente il portiere di notte così tra una camomilla e una bottiglia di minerale due puntatine on line riesce pure a farsele. Oppure una mia amica, dopo trent’anni di insegnamento allo Stellini, non trova affatto disdicevole andare a stirare a casa di chi ne ha bisogno.

Voglio dire che quello del Direttore (di chè, tra l’altro?) non è il solo mestiere (carica?) al mondo e che un po’ di precariato a uno che ha superato i cinquanta non dovrebbe fare del tutto schifo così come una sia pur piccola attività imprenditoriale: aprire un negozio, una piccola impresa… La legge Bertossi - in questo senso - offre opportunità inimmaginabili, basta avere la pazienza di leggerla e presentare una domanda.

Insomma, il Presidente della provincia che il Mister pensava di aver mandato a casa a causa della promessa scritta al Disoccupato, dal suo posto non si muove e và qua e là, da vero nobiluomo, a portare i saluti della “sua” amministrazione. Amministrazione (qui urge un piccolo stock di tapiri) la cui maggioranza è, proprio su questo argomento, andata in pezzi come una tazzina di porcellana di nobile fattura e provenienza. Come se non bastasse, del Disoccupato - che coerentemente si è candidato a sindaco con la speranza di fare poi, mal che vada, il direttore generale (ma che fissa!) -, è spuntato un ulteriore impegno pre elettorale che ha costretto alle dimissioni un consigliere comunale che, così io credo, di fare il consigliere proprio non ne aveva più voglia.

Per completare il fosco quadro, mentre il conte provinciale batteva i nobili piedini, il fabbricante di cucine quando ha sentito che da piazza San Babila è stata proclamata la dipartita del partito e della coalizione che avrebbe dovuto sostenerlo e che già di tutto quel guazzabuglio non ne poteva più, ha ringraziato per l’attenzione e si è defilato dando il geniale spunto al leader di Tolmezzo di lanciare l’idea delle primarie (del partito nascente?). Nel contempo, scusatemi tapiratori professionisti, ma la storia è complessa, quello che con le olimpiadi è tutto pappa e ciccia, ha dichiarato che di fare il sindaco di Udine non ci pensa proprio mentre continua a pensarci il notaio, di origini non esattamente friulane - macchìsenefrega - che ha amalgamato un gruppetto di extracomunali che si stanno organizzando alla faccia di chi, più o meno da quelle parti, spergiura che fare il sindaco gli fa schifo ma che da sempre si muove come se volesse intensissimamente farlo. Il Mister, che aveva data per certa la caduta del Governo, sta intanto appurando che miracolosi interventi stanno mantenendo in vita – e che vita! – il grigissimo Prodi dando così tempo a DabliuVì (Walter Veltroni per i democratici yankees) di organizzare le sue truppe per sconfiggere – a tempo debito – il cavaliere attapirato o chi per lui. Siccome il Mister adora sistemare le vicende (lui del concetto di casa della Libertà ha dato un’interpretazione molto estesa) già vorrebbe Cecotti o Guerra alla guida della provincia al posto del conte, quanto al sindaco ci sta pensando e da qualche parte dice di avere un asso (dovrebbe parlarne con il mio amico portiere di notte che di casinò on e off line sa tutto), per quanto riguarda la regione adesso vedrà di sistemare le cose in Carnia e poi svelerà il nome del competitore del signore del caffè.

Impossibile dirgli che sin qui non ne ha azzeccata una e che, se va avanti così, il sorteggio potrebbe risultare l’ultima risorsa per individuare i candidati e prendere decisioni. Avanti signori! C’è posto! Avanti, avanti! No Mister, no, no Avanti inteso come crede lei…..

venerdì 30 novembre 2007

DOGSAPIENS??????


Ho passato 1 mese senza riuscire ad entrare nel MIO blog! Un sortilegio informatico mi dirottava, ad ogni tentativo, su dogsapiens (credo si tratti della tizia qui a fianco che si è montata la testa). E chi è? E perchè? Grrrr........ Son tornata, son tornata! E ho un sacco di cose da raccontare dopo questa lunga vedovanza coatta. Mi sento come una disgraziata che è riuscita a riportare in vita uno squallido tamagoci. Da domani aria nuova! Nuove foto, nuove chiacchiere. Ah, che mese infausto per la politica! Che delizia per me...

lunedì 29 ottobre 2007

Veltroni for ever!

Che giornate di fuoco! sta dicendo a ragione il governatore della California ma anche qui non siamo male. Che viavai di neodemocratici dal sud al nord! Incontri piuttosto intimi in realtà con alcuni di quelli che erano andati alle primarie (abbastanza) e quelli che, peste li colga, mai e poi mai rinunceranno in cuor loro a definirsi democristiani e disessini. E che scenografia a Milano! Tutto verde, il colore della speranza, dell'ambiente, dell'ecologia, dei miei occhi! Chi si aspettava un rosso diluito, un arancione, un qualsiasi scelta tra pantoni con un a traccia di magenta, è rimasto con un palmo di naso davanti al trionfo dei verdi declinati con abilità alle spalle delle red ties dei relatori. Ovvero del RELATORE. Un ghandi all'amatriciana, un francescano dell'ora e labora, niente a che vedere con il glamour del modello kennediano, tutto star e starlette, la moglie in chanel, le amanti dentro, sopra e sotto al letto, l'abito blu foncè che più perfetto di così non poteva essere e l'abbronzatura così omogenea da pensare che sulla baia dei porci avesse messo un capanno personale con chaise longue e long drink. Oppure che nel vietnam avesse trovato un resort con piscina privata... Mmmmmmm... no, no, il modello non regge. Meglio lasciar perdere il riferimento al più charmant degli americani visto anche come è andata a finire. Restiamo in casa nostra, facciamo i conti con l'antica militanza da non comunista (l'ha detto lui), quello che rompeva le scatole a tutti dicendo: "e no, questa è una roba che sembra presa dai soviet, e quest'altra è una marchetta leninista e non ci si permetta di citare marx, non sia mai che in presenza mia si nomini mao, e che cosa fanno quegli estremisti sessantottini a valle giulia, che pirla quel gorbaciov, tito è un matto....". Insomma, presto avremo un libretto verde con il famoso decalogo che ha mandato sulle furie l'incanutita bindi e il giovane letta sempre più certo di essere stato strumentalizzato.
E in provincia? Che cosa succede sul territorio? I segretari regionali sono risultati nella stragrande maggioranza dei casi ex Pci, ex Pds, ex Ds. Qua e là qualche sparuto e navigato ex diccì che non si era mai dato per vinto.
Eppoi il pubblico dei bigwig, quelli tanto amati dal nostro che ha pescato a piene mani nel mondo dello spettacolo, delle belle donne, dei banchieri al di sopra (ops!) di ogni sospetto, degli editori (uno, ma quello determinante), dei giornalisti (un po' scettici in realtà, meglio aspettare la prossima buttata), delle mogli di quelli che contano e che possono dire nei salotti: "lei è fatta così, è sempre stata una pasionaria. Di temperamento, proprio di temperamento....". Quanto gli deve essere seccato non avere Veronica tra i suoi fans! Ma Cruise! Cruise che a Roma sembrava stesse per mollare scientology per prendere la tessera, una qualsiasi tessera verde, e Raul Bova che si fa invitare a cena da Cloneey approfittando della festa del signor sindaco. Che occasione! Che cinema!!

mercoledì 24 ottobre 2007

Fuoco e fiamme

Gli eccentrici ospiti del Chateau Marmont a Los Angeles sperano che le fiamme lambiscano il boulevard per vedere all'opera gli splendidi esemplari della fire brigade.

VOTARE A NRDST

Il conte, sfiduciato ma fiducioso, esibisce sondaggi che lo danno per amato (!). E fa bene se il suo obiettivo è quello di candidarsi alla prossime elezioni regionali alla testa di un movimento autonomista friulanista che rispolveri l'orgoglio locale (comunque in netta maggioranza numerica rispetto a quello triestino). Tra l'altro, vista la malparata, potrebbe fare - uffa! ancora! - da manovratore per lanciare un/il suo/a alterego. La sua resistenza, a un osservatore acuto, è quindi tutt'altro che peregrina se si pensa che son tempi in cui di dimettersi non se ne parla proprio dal premier, al presidente della rai e giù giù sino al why not e su su sino al nostro nobiluomo. Gongola nel frattempo l'ex presidente della regione, friulano e carnico (gente del mondo, voi non potete nemmeno immaginare che mix esplosivo sia questo!) che vanta un credito (dice) nei confronti dell'ancore'sman. Tutto d'un pezzo e di vecchio stampo già organizza i "suoi uomini" affinchè corrano da consiglieri in regione e gli tirino la volata. Vecchia storia che potrebbe anche funzionare se l'Uomo Ombra fosse d'accordo. Ma, il furbastro, guarda al nuovo, prefigura scenari inediti e sogna dibattiti in cui il Governatore se la deve vedere con un pragmatico doc, friulano e abile tessitore di rapporti. Non solo, sarà una mia fissa, ma credo che uno degli elementi che l'Uomo Ombra valuta sia la capacità del candidato di sborsare una cifra ragionevole per la campagna elettorale. Con Snaidero non ci sarebbero stati certamente problemi anche grazie alla forza del brand e della squadra di pallacanestro. Forse il commercialista è disposto a mettere sul piatto una somma ragionevole ma deve sapere da subito (lo sa, lo sa, una certa dimestichezza con gli sponsor l'ha maturata) che il partito non caccerà un cent (ma lo sanno i candidati che i partiti non mettono MAI mano al portafoglio?). Contrastare Illy significa fare un investimento economico importante. Chi se lo può permettere? Non del tutto diversa la situazione per la carica a sindaco di Udine. Mentre a sinistra, sorry, nella new left, ancora tutto tace (bè, non proprio ma, in questa circostanza, un po' di riserbo è d'obbligo) a destra riemergono i nomi di sempre, i candidati compulsivi che puntualmente rispuntano da qualche decennio: il notaio ricco, il gioielliere in pensione (ingaggiato nella segreteria del candidato presidente carnico), l'agitatore, l'avvocato buono moderatamente socialista.
Ma vai a vedere che in questo profondo nord est alla fine sarà la nuova sinistra autonomista individualista ad avere la meglio?
E nella computa finale dei voti si collocherà tra le regioni rosse o tra quella azzurre? Oppure sarà un caso a sé? E DabliuVì che ha bisogno di cominciare a contare i propri successi che cosa farà? E l'uomo senza chierica può rinunciare a questa regione, comune, provincia? E se si voterà anche per le politiche?
Non è che le liste bloccate (primarie docent) tolgano molte castagne dal fuoco sia a destra che a manca? Al voto! Al voto!

lunedì 22 ottobre 2007

TRUE STORY 5

Al Corriere della Sera (inserto Economia) hanno capito meglio dei giornali locali da che cosa dipende la discesa in campo di Snaidero contro Illy. Anche al Sunday Times di domenica scorsa hanno capito meglio dei giornali locali da che cosa dipende il restare il campo di Illy.

giovedì 18 ottobre 2007

TRUE STORY 4

Il conte sta contando quante ore mancano alla sua defenestrazione. E se ritirasse le dimissioni? Impossibile perchè anche i suoi lo hanno sfiduciato e si sono impegnati a togliersi definitivamente di mezzo un elemento di disturbo alle prossime regionali (maggio 2008). Però. Potrebbe inventarsi qualcosa per piazzare sulla plancia di comando qualche suo fedelissimo (!) con il compito di traghettare l'ente alle regionali. Quel fedelissimo potrebbe usare quella posizione per garantirsi la visibilità necessaria per candidarsi, appunto, alle prossime medesime elezioni. Considerato che il conte/candidato avrebbe disturbato il navigatore ma non avrebbe ottenuto risultati eclatanti (comunque utili per mettersi al tavolo delle trattative) e che, alla fin fine il suo obiettivo era quello di piazzare nella prossima giunta regionale un suo fedelissimo (sempre quello), questa potrebbe essere una via d'uscita (exit).
Come dire che i sogni nobiliari di questi ultimi venti giorni sono stati quelli di salvare più le capre che i cavoli. E, solitamente, quando la motivazione è impellente non è escluso che dal cilindro, alla fine, escano davvero delle conigliette.
Il progetto è quindi finalizzato a mettere, o far mettere, un piede in giunta regionale nel caso in cui a vincere sia il centrodestra.
E qui si apre lo scenario due.
Chi se la sentirà di sfidare il Governatore che, da un giorno all'altro, potrebbe fare il ministro in un qualsivoglia governo nazionale non essendoci uno straccio di carta, di registrazione, di dichiarazione, di ammiccamento che lo collochi
definitivamente da una parte piuttosto che dall'altra (ing. De Benedetti, ovviamente sto scherzando! Sono notoriamente una mattacchiona!)?
Ahimè, pare che il re delle cucine tentenni e, se dicesse definitivamente di no, ci sarà privata l'emozione di giocare sulle cucine dove si prende il caffè e dei caffè che si prendono in cucina. Gli imprenditori prestati alla politica, i brand, le first ladies.... Il rosso (della Illy) contro l'arancione (della Snaidero). Colori già decisi, immagine già disegnata e solo da declinare in politica! Che piacere immenso! Che splendida disfida!
Insomma, il re delle cucine, dopo l'emozione della proposta (alla quale l'
arcoresman stava lavorando da MOLTO tempo) deve fare i conti con la cruda realtà aziendale.... Quante cucine in più venderebbe se il marchio governasse la regione? E se poi ci si trovasse di fronte a conflitti d'interesse (io non posso dare a me stesso...)? Non sarebbe forse meglio liquidare la partita (non quella della squadra di pallacanestro, gran rogna anche quella!)? Vendo la baracca firmata Giugiaro, il brand non cambia, rimango il valore aggiunto del group.... E' che l'imprenditore in queste scelte non è mai solo. Intendo dire che ci sono casini su casini. Nel mio piccolo, se volessi dedicarmi interamente ai miei reali interessi (cercate, cercate, qua e là sono ben segnalati....), dovrei fare i conti, ad esempio, con il mio direttore di banca che mi chiederebbe conto (uffa!) del perchè e del percò. Insomma una enorme seccatura. Per non parlare dell'ufficio delle imposte con il quale ho una consuetudine alla rateizzazione che mi rende una loro meravigliosa fonte di risanamento. Per dire che non è così facile sbolognare un'aziendina... immaginarsi un'azienda con tanto di parenti, fratelli, sorelle, miti da conservare, modelli da produrre, maestranze da pagare, agenzie di comunicazione, banche di ogni genere che potrebbero dire (lo dicono sempre) la loro: "E questo mi va, e questo non mi va... e come la mettiamo con il mutuo, e che facciamo del finanziamento, e poi, alla fin fine, un pezzo che credi tuo in realtà è nostro, ma hai visto che anche i nostri democratici presidenti votano alle primarie....".

martedì 16 ottobre 2007

True Story 3

Sindaco! Quale onore! Un medaglione garantito nel palazzo comunale con anno di nascita e un inquietante eventuale spazio vuoto. Una stanza con stucchi e legni pregiati. Come resistere a tanto charme?
Malissimo, malissimo che vada, c'è un posto garantito in consiglio comunale. Magari un posto in giunta se si mette in pratica il giochetto del secondo turno ("tu mi dai un assessorato se io dico ai miei di votare per te". Un delirio autentico perchè al secondo turno c'è una totale diserzione dalle urne e chi ha votato, soprattutto per un candidato minore - cioè non per i due che si contendono lo scranno - a tutto penserà fuorchè a giocarsi un'altra domenica...). E questo spiega le autocandidature, la discesa in campo di persone anche apparentemente sensate, accomunate sempre dal fatto di avere tanto tempo libero. Le elezioni comunali sono una grande occasione per i pensionati, gli emarginati, i furbastri, i frustrati, i delusi, i piantagrane, gli spiritosi, gli spiritati che, tanto per mantenere un profilo basso, si accapigliano per fare il sindaco (e in subordine l'assessore e il consigliere comunale).
"Salve, sono il vostro Sindaco! Rimetterò in moto la macchina amministrativa, starò tra la gente, rivoluzionerò il traffico, rilancerò il centro storico (aumenterò i posti di lavoro, versione sud), mi accorderò con i comuni limitrofi, eliminerò le auto e le strisce blu". Chi resiste all'idea di esordire così davanti a giornalisti, colleghi e forse anche sparuti cittadini? E la foto sul giornale? Che momento! Che opportunità!
Quanto al partito o allo schieramento di appartenenza sono degli optionals. "Vade retro politica! Io rappresento la società civile!".
E così ci si avvia verso le dieci, quindici liste, listarelle più o meno civiche.
La manna dal cielo per le tipografie e le concessionarie di pubblicità. Adrenalina pura per il quarto potere locale! Par condicio ma poi, zac! Ecco chi deve vincere. E come non potrebbe? E' la persona giusta, non ha nemmeno votato per Veltroni, non vuole sentir parlare di partito democratico oppure, Berlusconi nemmeno lo conosce, Bondi mai visto, Fini non ne parliamo....ah! che sindaco!

lunedì 15 ottobre 2007

VEDO E PRE-VEDO


Il premier all'indomani del successo delle primarie per il partito democratico

Prodi: «Se andava male, governo saltava»

True election. Una storia vera 2

Non è facile, dopo i trionfi nazionali del neonato pD affrontare le vicende locali ma, senza queste, non si arriva a quelle.... Sarò breve. L'Uomo Ombra (il nostro paese, anzi il mondo, è popolato da innumerevoli suoi omologhi) vuole che a competere con il Governatore casualmente di sinistra (l'azienda di famiglia neoamministrata dal potentissimo Celli - do you remember italian broadcast? - ha appena siglato un accordo con la Coca Cola, la quintessenza del capitalismo) sia un organizzatore/commercialista. Mentre a sindaco di Udine non gli dispiacerebbe un notaio. Il sindaco in carica e in via di decadimento potrebbe prendere il posto del conte... Ovviamente, come tutti gli uomini ombra anche il nostro decide per tutti gli schieramenti a prescindere dal suo che, tra l'altro, è del tutto virtuale. Volare oh oh, cantare oh oh oh oh....!!!! nel blu, dipinto di blu....

Happiness

Evviva! Che sorpresa! Chi l'avrebbe mai detto! Code davanti ai "seggi" per le primarie talmente multietniche che quelle dello Iowa al confronto sembrano nazionaliste. E le attrici, gli attori, gli imprenditori tutti con la loro bella scheda in mano con un unico nome dichiarato da tempo e sostenuto sulle pubbliche piazze. Abbiamo il leader! Abbiamo il pD! Il compromesso storico ci ha messo del tempo per concretizzarsi ma adesso è bello e fatto. I democristiani esultano (poco), gli ex comunisti anche (molto). L'egemonia è chiara per le parti. L'uomo Buono ha avuto la (il) meglio sugli avanzi di cespuglio che tanto benevolmente ha apprezzato (è la democrazia, bellezza!).
E adesso? Che si fà? Benevolmente ci è già stato preannunciato il futuro. Democraticamente, e attraverso altrettanto festose pubbliche elezioni e relazioni, DabliuVì andrà a Palazzo Chigi. Sia mai che si ripetano le porcate del '98! Adesso tutto sarà politicaly correct. Un successo inimmaginabile e un dato certo dal quale partire: oltre 3 milioni di elettori! La sinistra è tutta qua.

giovedì 11 ottobre 2007

Veltroni's scent

Non sia mai che si pensi che io abbia qualcosa di personale contro DabliuVì. L'ostinatamente ragazzo è di encomiabile tenacia e di sicura competenza comunicativa ma io, dicasi io, ragazza del nord est, consulente di campagna, neoblogger, spia, curiosa e perfida, non riesco, ma proprio non riesco, a vedere in lui una traccia - ripeto:traccia - di carisma.
Uno mi può dire: "Ma chi se ne importa". E no! Dico io. Importa se questo postragazzo si è candidato alla guida di un partito candidato a sua volta a fare da contraltare a un altro partito che forse c'è e forse non c'è. Non è che DabliuVì passato il 14 ottobre si barrichi in Campidoglio e organizzi scampagnate fuoriporta con la Sabrina Ferilli. Da quel momento in poi è, in pectore, il prossimo (next next next) primo ministro. Quando non si sa, ma si può anche immaginare. Subito o quasi (probabile) se riesce a mandare a casa Prodi con un coupe di teatre, tra un paio d'anni (meno probabile) se il romagnolo non si schioda, più o meno tra un settenato (!) se nel prossimo giro elettorale il centro sinistra si troverà con le pive nel sacco e, in virtù di una sana alternanza, oppositore del centrodestra.
Immagino che DabliuVì tutto voglia nella vita fuorchè restare in disparte tanto quanto basta per farne - anche anagraficamente - un residuato politico. Il suo obiettivo è quindi quello di vincere e di vincere subito e, per far questo, è SICURO (sostenuto anche dai suoi brains) di rappresentare per il nascituro pD il famoso valore aggiunto.
L'idea deve essere questa: arrivo io, convoglio nel mio partito tutti i cani sciolti della destra e della sinistra, mi invento un personaggio che è una via di mezzo (continuo a ritenere che il centro sia la sua fissa) tra Tony Blair (l'uomo più ignorato nel suo paese e più riconosciuto negli altri; complimenti alle relazioni esterne) e il micidiale Sarkozy, ingaggio il meglio della cultura italiana, tiro dalla mia parte anche quelli che sotto sotto vorrebbero essermi avversari, parlo fitto fitto con la Rai dove mantengo un certo ascendente quanto meno per motivi di buon vicinato, ed ecco concretizzarsi il leader che è in me.
L'operazione dell'iper-ragazzo potrebbe funzionare e non c'è dubbio che lui sappia bene dove e come spostare tutte le pedine. Il fatto è, e qui entra di nuovo in gioco il mio punto di vista, provincialissimo ma implacabile, che quel sedicente leader lì è carente di quell'aura impalpabile che fa di un politico un leader o uno statista. Insomma, qualcuno che emerge rispetto al piattume quotidiano. Sarà per l'odore dei soldi, sarà per la chierica rinfoltita ma persino il vituperato arcore's man comunica più autorevolezza e credibilità dell'antico ragazzo romano che, lo si vede lontano un miglio, ci sono giorni in cui vorrebbe mandare tutto al diavolo e andare a giocare a calcio balilla nel ricreatorio della sua parrocchia con il suo amico cappellano.
Insomma, DabliuVì esprime un deficit di malìa che, nel tempo, potrebbe metterlo in minoranza sia agli occhi dei suoi/suoi, sia dei suoi acquisìti, sia dei suoi trasversali, sia dei non suoi che da qualche parte potrebbero trovare un altro ragazzo, più o meno giovane, ma perfetto nel fare cose semplici e persino inutili come ad esempio il baciamano a una giovane signora.

TRUE ELECTION . Una storia vera

Titolo: Una Regione al voto
Location: Friuli Venezia Giulia e dintorni
Personaggi e interpreti (non in ordine di apparizione): Governatore in carica, competitor 1, competitor 2, competitor, 3, competitor n, Presidente della Provincia (Conte nei precedenti post) dimissionario, corte del conte (i personaggi saranno indicati con nomi di animali per non confonderli con i competitors), l'Uomo ombra, i giornali (1,2,3,4...in ordine di importanza e di influenza sul comportamento degli altri attori). Comparse: cittadini, passanti, spie.
(la produzione si riserva, per esigenze di copione e modifiche repentine dei piani di lavoro, di inserire nuovi personaggi fantastici e reali)

Plot: Nel Friuli Venezia Giulia nel maggio 2008 si voterà per l'elezione del presidente della Regione, del presidente della Provincia di Udine e del Sindaco di Udine. Il Governatore in carica desidera (forse) essere riconfermato per altri cinque anni, il conte cerca di mantenere sè stesso o un suo alter ego a galla. Il Sindaco di Udine è alla fine del suo mandato. Devono essere individuati due avversari che andranno ad aggiungersi ai sub avversari, alcuni dei quali già dichiarati. L'individuazione dei candidati nelle diverse posizioni (regione, provincia, comune) produce colpi di scena e manovre più o meno oscure che emergeranno tramite l'analisi delle caratteristiche dei personaggi e il loro comportamento. Si farà attenzione a mantenere alta la tensione negli spettatori anche attraverso l'inserimento di personaggi che avranno il compito di accompagnare le vicende alla loro naturale conclusione. Il primo tempo dello spettacolo sarà dedicato alla pre campagna elettorale. Il Governatore in carica cercherà di eliminare i competitori pericolosi mentre l'Uomo ombra tenta di individuare il Vincitore. Nei partiti si scelgono i candidati nei ruoli minori ma inevitabilmente le pedine sono le stesse. Saranno individuati gli spostamenti di campo, i campi stessi, i protagonisti diretti e indiretti. Lo spettacolo, per la sua struttura, sarà interattivo. Consentirà cioè l'ingresso in scena a normali osservatori che potranno esprimere pareri, aggiungere nuove scene, arricchire la sceneggiatura.

mercoledì 10 ottobre 2007

Lutto

My pc died in London. Mi pare una fine onorevole e una sottile vendetta dopo avergli promesso che non lo avrei spostato dalla sua domestica collocazione. Forse sono stati i processi energetici, le candele, l'aromaterapia, del myhotel. O forse le mie emozioni che, nell'accingermi a rivelare l' "effetto Pollini" hanno cortocircuitato me e ciò che sfioravo.
Be quite.
E' in corso un trapianto hard. Mi reimpossesserò della mia schiavitu' mentre DabliuVì inizia ad avere le doglie in vista del parto programmato del 14 ottobre, mentre il premier scivola via, mentre in Friuli il conte è svanito nei suoi castelli incantati con fate e fantasmi, mentre il governatore sfreccia con la sua alfetta, mentre i giornali si sostituiscono alla politica (SONO la politica). L'hard sarà rimpiazzato e io mi allieterò e allieterò.....

domenica 7 ottobre 2007

Quarto potere

Oggi, dalle parti della targa blu che ricorda virginia wollf, e con una certa coerenza rispetto alla bevanda nazionale, mi sto avviando - oltre che al V&A - alla misera scoperta della cosiddetta acqua calda che si sostanzia nella considerazione che i media modificano la realta'. Affermazione che, per altro, si puo' gia' trovare proprio qui a fondo pagina. E tanto per proseguire questo eccesso di trattazione - qualche migliaio di pensatori a cio' pensano e stanno pensando - mi chiedo se questo e' democratico o se puo' configurasi invece come una democratica violenza.

Il provinciagate (e mi riferisco alla storia del conte, del cliens, ecc. ecc) mi sembra piu' una rincorsa al pulitzer (gli omologhi riconoscimenti, in Friuli, e non chiedetemi perche', si chiamano moret d'aur e premio epifania) che uno scandalo politico tale da produrre, a domino, effetti devastanti sulla politica locale ma soprattutto paginate di io la penso cosi e io la penso cola'
E se l'autentica soddisfazione fosse solo di chi ha sollevato il caso? E se....
Stasera, mentre in questo mi dibattero', andro' all'apertura (opening) della London Simphony Orchestra' season. Solista Maurizio Pollini.


Prima di infilarmi nel mondo della haute couture, se ben ricordo, a Udine tutti, ma proprio tutti, sapevano che un giornalista - ritrovato il senno -, ambisse a cambiare mestiere e diventare un sommo dirigente in Provincia, nello stesso ente presieduto dal nobiluomo ora in ambasce. Il ragazzo - colto, intelligente, astuto e di sinistra nonche' amante dei cani - ADORA contribuire a svelare e determinare scenari e di conseguenza ad aumentare le vendite del suo foglio.

Ci puo' essere un nesso tra tutte le cose sin qui raccontate?

venerdì 5 ottobre 2007

Vacazio


Questa è una furbata ma ch'io vi devo ricorrere per garantirmi un po' di fedeltà in questo mondo che pare girare nella direzione opposta. Diventando geograficamente per qualche giorno una bloomsberrie, membro cioè di una compagnia piuttosto qualificata dalle parti di Russel Square, nulla mi convincerà ad usare un mezzo diverso della mia adorata matita B4.
La malizia sta ne preannunciare che sta diventando urgente parlare di brand.
Lettori planerari, voi per i quali il nuovo mondo non è solo una sinfonia che mi fa piangere, di qui a poco affronteremo il possibile, eventuale, ventilato scontro/incontro tra due brand di fama internazionale.
Delocalizzerò un pensiero, una tendenza che potrebbe fare storia. Che potrebbe appiattire (The Word is flat - leggerlo, leggerlo, leggerlo.....) l'appiattibile.
Il tema sarà: se vado in cucina a farmi un caffè prevale la cucina o il caffè? Per non far prevalere nessuno, buon senso direbbe che se i brand si uniscono i due prodotti, cucina e caffè, si valorizzano a vicenda.
Se si contrappongono e la battaglia è dura lo spot diventa, oltre che bello, anche intrigante.
Però, uno dei due potrebbe essere in una posizione di strutturale debolezza e rischiare quindi molto (da una buona campagna, comunque, nessuno ne uscirebbe male). Oppure i due brand potrebbero entrambi essere momentaneamente deboli nel qual caso vincerebbe l'arguzia, l'abilità ad andare al cuore del problema schivando le debolezze. Bisognerebbe ricorrere alla plurisensorialità in una temporary campaign.....
Il mio amico Richard, a Seattle, ha una cucina italiana spaziale e beve rigorosamente caffè italiano. Richard, se ci sei - e so che ci sei! - scendi dall'aliscafo che parcheggi sottocasa e dimmi: chi butteresti dalla torre tra la tua cucina e il tuo caffè preferito?