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giovedì 4 ottobre 2007

Avviso ai naviganti di provincia

Pare che il traditore - definizione inesatta perchè applicabile a entrambi i soggetti in campo -, sia stato visto nei pressi di casa con un esponente politico della maggioranza regionale con i baffi (lui o la maggioranza?). Ci sono testimoni, sono in corso sopralluoghi, ci sono smentite. Che esca la verità! Che si possa in un sol colpo mandare a casa tutti quelli con gli scheletri (quello di una donna è una scheletra? a carne dissolta ci sarà pure un puntolino che segnala qualcosa di precedentemente pruriginoso!) negli armadi. Che occasione! "A casa, a casa! A casa i fedifraghi. Le elezioni si avvicinano, meno siamo e meglio è".
Passanti chiamati a testimoniare, smentite in aula e in camera (chambre), il mondo politico si interroga ma la gente ormai si annoia come me.
Da qui a maggio (data delle elezioni) tutto sarà diverso e dimenticato e i determinanti (leggere post ad essi dedicato) decidono nell'ultimo mese se non nelle ultime ore.
Lì, dalle parti dove si stabiliscono le regole e i tempi, lo sanno bene. Divertitevi ragazzi!

Da queste parti il 14 ottobre ci sarà un campionato del mondo di corsa su strada (a Udine) e una stupenda regata (la Barcolana) a Trieste.
DabliuVì, ne hai tenuto conto? E il ppiddì? Crollo a estest? Est test? Be careful.

mercoledì 3 ottobre 2007

Urbi et Orbi ovvero tutto il mondo è Udine


Mi sto convincendo sempre più che parlare glocalmente, restringere cioè il raggio d’azione per rinviarlo a una platea più ampia, funziona molto più delle riflessioni riservate ai massimi sistemi. D’altra parte osservare dal buco della serratura è esattamente questo, ed è la mia attività prediletta. Quale scellerato si metterebbe ad occhieggiare attraverso una fessura sapendo che dall’altra parte c’è il mondo? Molto meglio farlo se si è sicuri che al di là (del foro) c’è uno squarcio di vita di qualcuno che pensa agisce, sbaglia, cade e si rialza. Come si spiega altrimenti che questo sito è letto con una certa frequenza negli emirati arabi?
Signor arabo che mi legge, non se se la cosa che l’attrae di più sono le foto un po’ osè che giorno dopo giorno furbescamente pubblico per definire il mio stato d’animo o se ha dei parenti friulani, sai tu, questa è gente che si è infilata in tutto il mondo. Non so nemmeno quindi se arabo lo è davvero. Ma se così fosse mi piace immaginarla ricco, colto, emancipato. Direi che questo ritratto possa bastare, tanto per evitare di finire in malo modo sapendo che da quelle parti siete un po’ suscettibili e magari in casa ci sono delle signore un po’ prevenute.
Oppure ho dei fans tra qualche donna araba? Signora, sono d’accordo su tutto. Su quello che pensa, quello che dice e quello che fa.
Le piace la storia del Conte? E di DabliuVì che ne dice? Tranquilli, non è il cattivo GWB! il Nostro è di tutta un altra pasta (pasta) e dal 14 ottobre sarà a capo di un neopartito (new party) zeppo di bei nomi (celebrities) molto democratici, molto chic, molto alla mano. E’ mai stato a Roma signor abitante degli emirati (Emirategno? Emiratonzolo? Emiratomane?)?
Presumo che conosca il roof dell’Eden o di Villa Hassler. Sono ottimi punti d’osservazione per vedere su ciò che governa il Nostro dal Campidoglio. Bè, da metà del mese pur restando tutto come prima ci saranno quelli di qua e quelli di là. Il nostro DabliuVì accarezza i bambini e si china sugli invalidi come un papa qualsiasi (ordinary pope) ma diventa una bestia se non riesca a fare liste con i nomi più smart (simpatici, attraenti) del momento. Adesso ha delle idee sulla signora Berlusconi le cui figlie hanno studiato con Cacciari. Anche la Adua Pavarotti sarebbe, secondo me, un buon acquisto. Per non parlare della Daniela Fini. Ma anche dalle vostre parti quando succede un patatrac tutti fanno il tifo per le mogli? Le legittime, le prime, le stabilizzate. Come definire altrimenti quelle che sopportano, tacciono (più o meno), resistono alle angherie delle amanti e delle seconde mogli?
Questa storia delle mogli ha delle attinenze anche con la storia che tiene banco qui a Udine. So che mi ha letta. Ha capito l’intrigo? Suppongo di no perché sono malvagia (wicked) al punto da consentire solo ai local di intendere l’intelleggibile. Se le dico: “il grillo canta”, lei che cosa capisce? Niente. Vuoi perché è arabo, vuoi perché da quelle parti questi insetti nemmeno esistono e, se esistono, non possono cantare. Si rassegni quindi a qualche incongruenza nel racconto.
Comunque, il signorotto di campagna, che si esprime in una lingua (language) a lei sconosciuta, mi pare di capire che da tutta questa storia non riesca ad uscirne. Intendo dire che pur non avendo compiuto alcun peccato (non conti sulla mia traduzione!) si è messo in un cerchio di benzina e si è messo a fumare. Non è stata un’idea grandiosa. Ho visto con i miei occhi (attraverso una fessura) gente banchettare e brindare (wine, vade retro! ) per essersi tolta di torno l’infedele (anche qui non conti su una mia traduzione, le interpretazioni possono essere piuttosto complesse). Il tutto per un’ossessione (obsession, possession) che a lei, uomo di mondo, sarebbe difficile afferrare. Signori arabi, grazie per la pazienza. Disseminerò questo blog di indizi ma non chiedetemi di ricostruire la scena del delitto. Su queste faccende, nel nostro paese, voglio dire dalle nostre parti, si è specializzato Grillo (cricket).

Miseria e nobiltà: via di fuga 2

Cliens: Io sono, vorrei essere, Grillo.
(molto molto molto molto per addetti ai lavori)

martedì 2 ottobre 2007

UDINE E LA RESA DEI CONTI (AH AH AH!!!!)

Giornate di fuoco nella semitranquilla cittadina del nordest. Il conte firmatario di patti scellerati tiene banco sulla stampa locale che gongola davanti a tanta grazia che relega in secondo piano la sonnacchiosa cronaca rutinaria. Rivediamo i termini della questione.
Il conte firma su una carta non intestata una lettera in cui si impegna, in cambio di un sostegno elettorale e una volta eletto, ad assumere nell'ammistrazione provinciale con contratto triennale rinnovabile nel settore della promozione turistica, un tizio che proprio di promozione turistica si occupava (grazie alla sua appartenenza politica) mentre faceva anche il presidente di una banca (grazie alla sua appartenenza politica) e dopo aver fatto l'assessore e il vicesindaco (grazie alla Lega Nord prima e a una sua lista personale poi).
Già detto nell'altro post. Ovunque nel mondo la campagna elettorale è un crogiuolo di promesse e quelle riguardanti un posto di lavoro si sprecano a sud (+) come a nord (-). Proviamo a pensare, tanto per andare sul sicuro, al consiglio di amministrazione della Rai. Che cosa c'è di SOSTANZIALMENTE diverso nel piazzare un tizio in un consiglio di amministrazione (non parliamo poi della presidenza) strapagatissimo (denaro pubblico) e con competenza zero in tema di comunicazioni e sistemare un poveraccio in una direzione periferica? I nomi dei potenziali amministratori (Rai) vengono decisi con ampissimo anticipo (piccolo brunch al Bolognese a Roma, please), prima ancora che scada il governo in carica e si torni ad elezioni. Vabbè, mi si dirà, ma lì non si mette niente per iscritto (cosa tutta da dimostrare). E allora, io dico, il problema è SOLO quello che il nobil'uomo ha sottoscritto un accordo. Non quello di aver fatto l'accordo. E quando i giornali con mesi di anticipo sulle elezioni preannunciano chi sarà il presidente di quello e di quell'altro ente pubblico (denaro pubblico)? E nella stragrande maggioranza (buona maggioranza) si tratta di sgomitatori di professione che mai nella loro vita avrebbero guadagnato, con il loro mestiere, quello che invece incassano proprio in virtù di quella carica. Mai letto dei casini che piantano i partiti se il loro uomo non viene messo alla presidenza di una municipalizzata?
Nella nostra crime scene abbiamo un tizio che rappresenta se stesso (la sua lista porta il suo nome). E' arrivato alla scadenza di tutti i mandati politici, gli corre nel sangue il gene del tour operator e invece di immaginarsi a far flanella (nobilissima attività) vuole andare a firmare un cartellino (forse no, forse i dirigenti ne sono esentati) alla mattina.
Và quindi dal candidato presidente, che pur di un voto venderebbe tutte le ali del suo castello (come tutti i candidati, anche quelli senza castello), e gli dice più o meno: "Senti, qui non mi fido più di nessuno, ci sono persino politici nei dintorni che mi odiano e che mi tolgono il terreno da sotto i piedi (mi buttano sulla strada. ndr). Quindi mettimi la cosa per iscritto altrimenti ti remo contro".
A quel punto il conte, se fosse stato meno emotivo, gli avrebbe giurato onori e cariche ma non avrebbe MAI (in effetti questa pratica di mettere l'impegno in forma scritta è un filino più diffusa nelle regioni basse) firmato un foglio che, c'è da mettere la mano sul fuoco, era stato predisposto dallo stesso questuante (forse lo hanno anche scritto assieme in puro stile Zelig).
Ma la campagna elettorale annebbia le menti, produce accessi di narcisismo, manie di potere e di persecuzione, passioni irrefrenabili, anoressie e bulimie psicologiche di ogni genere.
E' così andò. In tutta questa storia quello che era imprevedibile era che il tour operator in pectore pensasse di sollevare una causa di lavoro (!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! divino!!!!!!!!!!!!). Che spiritaccio! che coup de teatre! A meno che.............. a meno che, considerato che il conte dava troppi segni di cedimento e manie di grandezza (si chiama disturbo bipolare del politico, è una mia diagnosi conosciuta da tempo) il dis-occupato non abbia concertato la mossa con un altro gruppo politico (ca va sans dire, in cambio di un posto di lavoro o una carica remunerata. Meraviglioso! Bisio, parliamone!).
Il problema non sta quindi nella sedicente compravendita di voti ma nel metodo che, in soldoni, signfica nell'aver sottoscritto (nero su bianco) l'accordo galetotto.
Ora, in tempi di caste, di antipolitica non più strisciante, di grilli (!) che spuntano da destra a manca, di penuria di notizie glamour, di troppi candidati sulla scena del crimine (le prossime elezioni) questa vicenda si è trasformata da retrospettacolo in autentico avaspettacolo della politica. Se il tutto viene poi ambientato in un contesto a corto di spunti aggregativi, il gioco è fatto.
Pane per i miei denti e musica delle mie orecchie.....