mercoledì 3 marzo 2010
martedì 1 dicembre 2009
LE CAMPAGNE ELETTORALI DI DICEMBRE
venerdì 16 ottobre 2009
IL 25 OTTOBRE L'URUGUAY AL VOTO

L'attuale presidente dell'Uruguay Tabaré Vázquez (EP-FA) ha vinto le elezioni nell'Ottobre 2004 con il 50,45% dei voti diventando il primo presidente uruguaiano a rappresentare movimenti politici diversi dal PC dal PN-B.
Vazquez ha assunto ufficialmente la carica nel Marzo 2005 e, come prevede la costituzione, non può essere eletto per un secondo mandato consecutivo.
Lo scorso giugno i quattro principali partiti uruguaiani hanno organizzato delle "primarie" per scegliere i rispettivi candidati presidenti
Il senatore José Mujica rappresenta il EP-FA, l'ex presidente Luis Alberto Lacalle ha vinto la nomination per il PN-B, Pedro Bordaberry correrà per il PC mentre Pablo Mieres sarà il candidato del PI.
Il 74enne Mujica è un ex leader del movimento del Tupamaros National Liberation Movement (MLN). Lacalle è stato presidente dal 1990 al 1995.
I più accreditati contendenti alla carica di Presidente sono il rappresentante del Broad Front e il National Party. Luis A. Lacalle, del National Party, è molto conosciuto in Uruguay essendone già stato Presidente, ed è ritenuto il principale rivale del Broad Front.
D'altra parte il candidato del BF è un personaggio molto pittoresco che spesso ha rotto il tipico protocollo politico e convenzionale. José “El Pepe” Mujica ha fatto parte, come si è detto del National Liberation Movement “Tupamaros” nel 1960s, quando ha partecipato alle operazioni di guerriglia, è stato arrestato 4 volte, e die volte è scappato dalla prigione di Punta Carretas. Complessivamente Mujica ha passato 15 anni della sua vita in prigione nel periodo compreso dal 1972 al 1985. Al termine della dittatura militare e con il ritorno della democrazia Mujica ha cambiato lo stile di combattimento ed è stato deputato e senatore. Nell'attuale governo è Ministro dell'Agricoltura.
UNO DEGLI SPOT ELETTORALI DI LUIS ALBERTO LACALLE
LUIS ALBERTO LACALLE IL SUO VICE LARRANAGA
LO SPOT ELETTORALE DI JOSE' MUJICA
INTERVISTA A JOSE MUJICA EX TUPAMARO
SE VINCESSE JOSE MUJICA (Secondo gli avversari)
LO SPOT ELETTORALE DI PEDRO BORDABERRY
LO SPOT DELL'INDIPENDENTE PABLO MIERES
La voce dell'Opposizione (Tunisia)
Le autorità zittiscono l'opposizione (elezioni in Tunisia)
The Interior Ministry says Ettarik Al-Jadid paper broke election rules by publishing candidates' platforms before the official start of the campaign.
The paper is the mouthpiece for the Ettajdid party, whose candidate, Ahmed Brahim, is challenging President Zine El Abidine Ben Ali.
Hatem Chaabouni of Ettajdid said Monday that the government was pressuring the party by seizing the papers this weekend.
Ben Ali won power in a 1987 palace coup and has won every election since by a landslide, amid suspicions of fraud. Three low-profile candidates have been allowed to run against him.
UN TRENO DI DONNE A SUPPORTO DEL PRESIDENTE IN CARICA
Tunisian women’s Train of support to President Zine el Abidine Ben Ali’s candidacy for the 2009 presidential election set off, on Wednesday morning, on the Tunis-Gafsa tour.
Some 500 women from among the Constitutional Democratic Rally (RCD) activists and members of civil society, led by RCD politburo member and Ombudswoman Alifa Farouk, took part in the event.
Before departure, a women’s meeting was organised in the Tunis railway station, during which attendees reasserted their unconditional support to the Head of State in the presidential election, so that he keeps on leading Tunisia’s progress on the path of prosperity and modernity.
Women, Family, Children and Elderly Affairs Minister Sarra Kanoun Jarraya pointed out that this women’s tour is the Tunisian women’s way to reiterate attachment to President Ben Ali and their cohesion around his choices, and an occasion for women to express deep gratitude for the distinguished position dedicated to them in the Head of State’s new electoral platform which sets ambitious objectives aimed to reinforce their presence in decision-making positions and step up their role in bolstering the development work.
lunedì 31 agosto 2009
Giappone, vince il partito democratico. Fuori Taro Aso
Il Partito Democratico giapponese guidato da Yukio Hatoyama stravince e conquista la maggioranza assoluta dei seggi nella Camera Bassa, il ramo più importante del parlamento. «Credo che il popolo giapponese abbia votato per il cambiamento e contro le politiche del governo» ha detto il leader dei Democratici (DpJ) Hatoyama, commentando per la prima volta il successo elettorale che si profila sui Liberaldemocratici. «Il risultato è molto severo e credo che dobbiamo riflettere su questo per avere una nuova partenza. Per parte mia, mi prendo la responsabilità della sconfitta» ha detto il premier e leader dell'Lpd Taro Aso il cui partito ha governato in Giappone per oltre mezzo secolo.
Al contrario, per i Democratici si profila un trionfo, con tutte le proiezioni dei network nipponici concordi nell'accreditare al partito di Yukio Hatoyama, almeno 300 seggi sui 480 che compongono la potente Camera Bassa. «Il partito è da ricostruire», ha commentato Shigeru Ishiba, ministro dell'Agricoltura ed esponente di punta dei Liberaldemocratici, di fronte al tracollo del partito.
Le proiezioni dei maggiori istituti di ricerca nipponici vengono via via confermati dallo scrutinio dei voti da cui emerge che il partito Democratico del Giappone (DpJ) ha raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera Bassa: 257 su 480. Sulla base dei dati ufficiali, quando mancano ancora da assegnare circa 150 seggi, i Liberaldemocratici del premier Taro Aso si fermano a quota 67, mentre i partner di governo del New Komeito, ne hanno 11.
http://video.corriere.it/?vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_36e035a6-955b-11de-8421-00144f02aabc
In Germania perde la Cdu della Merkel
Lo spot del Die Linke
Secondo le proiezioni della seconda rete pubblica Zdf, la Cdu, che governava finora con la maggioranza assoluta guidata dal premier Peter Mueller, è precipitata a circa il 34% dal 47,5% che aveva. La Spd perde anche ma in modo meno drammatico: 26% rispetto al 30,8%.
Sensazione invece per Die Linke, il partito di sinistra nato dalla fusione fra i postcomunisti della Pds e i ribelli della Spd, arrivata di colpo al 19,5%. Il partito era sceso in campo con un asso nella manica: l'ex premier del Land nonchè ex leader federale della Spd e ministro delle finanze, Oskar Lafontaine. I liberali (Fdp) sono all'8,5% i Verdi al 6%. Per la Cdu la domanda ora è se, persa la maggioranza, ce la farà a formare una coalizione con la Fdp. altrimenti l'alternativa potrebbe essere rosso-rosso-verde fra Linke, Spd e Verdi.
venerdì 28 agosto 2009
SI VOTA IN GIAPPONE
PERCHE' QUESTE ELEZIONI SONO PARTICOLARMENTE IMPORTANTI
LO SPOT A SUPPORTO DEL PRIMO MINISTRO IN CARICA TARO ASO
LO SFIDANTE DEMOCRATICO YUKIO HATOYAMA
giovedì 27 agosto 2009
martedì 25 agosto 2009
Afghanistan, primi risultati /Testa a testa Karzai-Abdullah
Dopo lo spoglio del 10% dei voti espressi, al presidente è attribuito il 41% delle preferenze, al rivale il 39%
KABUL - Si profila un testa a testa tra Hamid Karzai e Abdullah Abdullah, stando ai primi risultati parziali delle presidenziali in Afghanistan, forniti dalla Commissione elettorale indipendente. Dopo lo spoglio del 10% dei voti espressi, al presidente uscente è attribuito il 41% delle preferenze, al principale rivale il 39%.
I NUMERI - «Su un totale di 524.444 voti validi, 212.927 sono andati a Karzai e 202.889 ad Abdullah», ha riferito un portavoce della Commissione elettorale in una conferenza stampa. Nei prossimi giorni, la Commissione continuerà a diffondere i risultati parziali delle elezioni del 20 agosto ma i dati definitivi non saranno disponibili prima di metà-fine settembre.
IPOTESI BALLOTTAGGIO - Se né il presidente uscente né il principale avversario Abdullah riusciranno a ottenere più del 50%, i due dovranno confrontarsi di nuovo al secondo turno. I sostenitori di Karzai si sono già sbilanciati, affermando che il presidente ha raggiunto circa il 70% delle preferenze, mentre Abdullah ha denunciato pesanti irregolarità a favore di Karzai.
La Repubblica 25 Agosto
lunedì 24 agosto 2009
venerdì 21 agosto 2009
PER CAPIRE LE LE ELEZIONI IN AFGHANISTAN
Il voto, lo possiamo vedere, si è svolto in una situazione estremamente difficile: i cittadini sono stati minacciati, la guerra è in corso, le truppe internazionali hanno cercato di mantenere il controllo di un sistema particolarmente complesso. Complesse sono state anche le modalità di voto, estranee a tutti coloro che nelle democrazie occidentali non si sottopongono alla prova dell'inchiostro indelebile e delle impronte digitali. Il tutto in un'area geografica ampia quanto accidentata e piena di insidie. Le elezioni si sono comunque svolte segnando la possibilità di riconsegnare il paese ai suoi abitanti. Un obiettivo più virtuale che reale, ma indicativo di nuove possibilità di partecipazione al processo democratico. Ho aggiunto un paio di link che portano nel mondo delle donne che, non dimentichiamolo, con i loro burqua azzurri, rimangono l'immagine dell'Afghanistan nel mondo.
LO SPOT ELETTORALE DEL PRESIDENTE IN CARICA KARZAI
GLI SPOT ELETTORALI DELLO SFIDANTE ABDULLAH ABDULLAH
http://drabdullah.af/
LO SPOT DI ASHARAF GANI
ENTRAMBI I CONTENDENTI DICHIARANO DI AVER VINTO LE ELEZIONI
KARZAI ANNUNCIA LA SUA VITTORIA
IL CONTEGGIO DEI VOTI
CHI SOSTIENE L'INUTILITA' DELLE TRUPPE STRANIERE
I PREPARATIVI PER IL VOTO
IL DIBATTITO TELEVISIVO PRIMA DEL VOTO
LA CAMPAGNA ELETTORALE DI ABDULLAH E DI KARZAI
LO STILE ELETTORALE (VINCENTE) DI KARZAI
ABDULLAH SPIEGA IL SUO PROGETTO POLITICO
I PREPARATIVI PER IL VOTO VISTI DALLA MISSIONE INTERNAZIONALE DI CONTROLLO SULLE ELEZIONI
DONNE AFGHANE
http://www.youtube.com/watch?v=qiTUuu6tnj0
http://www.youtube.com/watch?v=VD4phpGuSqU
domenica 14 giugno 2009
sabato 13 giugno 2009
Ahmadinejad trionfa al primo turno
Il presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad esce vincitore già al primo turno delle elezioni presidenziali iraniane e spazza via le speranze dei moderati che puntavano su Mir Hossein Mousavi. Con l'81 per cento delle schede scrutinate, Ahmadinejad viene confermato con quasi il 65 per cento delle preferenze, mentre il leader riformista deve accontentarsi del 32 per cento, anche se i suoi sostenitori hanno contestato la regolarità del voto. Molto più indietro l'ex comandante dei Pasdaran, Mohsen Rezai, con il 2 per cento e ancora più staccato l'ex presidente della Camera (Majlis) Mehdi Karroubi con meno dello 0,9 per cento. Secondo la Commissione Elettorale presso il ministero dell'Interno il presidente uscente ha raccolto 19.761.433 voti mentre l'ex premier ne ha ottenuti 9.541.056.
L'APPELLO ALL'AYATOLLAH - Mousavi ha denunciato brogli e annunciato ricorso al supremo leader iraniano, Alì Khamenei.L'esponente moderato ha inviato una lettera all'ayatollah. La notizia è stata data al canale in persiano della Bbc da Said Shariati, un portavoce dello stesso Mousavi, il quale ha affermato che i risultati sono «totalmente contrari alle notizie raccolte ieri» dallo staff del candidato moderato. «Anche se lui accetta questi risultati, non li accetteranno i suoi sostenitori», ha aggiunto Shariati, senza precisare il contenuto della lettera alla Guida. Shariati ha detto che in questo momento Mousavi è in riunione con i suoi consiglieri per discutere i prossimi passi da adottare. Il portavoce del candidato moderato ha aggiunto che ieri due uffici elettorali di Mousavi a Teheran sono stati attaccati da uomini in borghese che hanno lanciato gas lacrimogeni e usato manganelli.
SCONTRI A TEHERAN - Intanto arrivano già notizie di violenze di strada. Alcuni sostenitori di Mousavi hanno dato vita a proteste accese nelle vie della capitale, Teheran. «Vogliono rovinare il Paese e vogliono peggiorare le cose nei prossimi quattro mesi» urlavano i manifestanti caricati dalla polizia di fronte agli uffici utilizzati come quartier generale della campagna elettorale di Moussavi. Gli agenti hanno tentato invano di disperderli. «Resteremo qui, moriremo qui» ha gridato una donna colpita con una manganellata da un poliziotto. «Ho paura che abbiano giocato con il voto della gente» ha detto un'altra. La polizia ha chiesto ai gestori dei negozi nella zona di abbassare le serrande.
TIMORI IN ISRAELE - La vittoria di Ahmadinejad alle presidenziali iraniane è giudicata «molto preoccupante» in Israele. «È uno sviluppo molto preoccupante che porta il Paese a opporsi al mondo occidentale, perchè Ahmadinejad è il più militante del candidati», ha commentato una fonte ufficiale dello Stato ebraico.
Corriere della Sera 13 giugno 2009
venerdì 12 giugno 2009
Iraq al voto nel gennaio 2010
It will be the second time that Iraqis vote for a national parliament since the US-led invasion six years ago.
Correspondents say the election will be a key test for Prime Minister Nouri al-Maliki, whose allies made big gains in local elections earlier this year.
The last parliamentary vote in December 2005 was largely boycotted by Sunni Arabs, resulting in an easy victory for Shia parties and Kurdish groups.
The office of Iraq's first deputy parliamentary speaker said the date was proposed by the country's federal court and must now be agreed by parliament, Reuters news agency reports.
The decision to hold the election comes after allies of Prime Minister Maliki, under the State of Law Coalition banner, won a resounding victory in the 31 January provincial vote, giving the premier a popular mandate.
