sabato 13 giugno 2009
Elezioni in Albania
Il Primo Ministro albanese, il conservatore Sali Berisha, 64 anni, ha appena annunciato alla Presidenza ceca della Ue la richiesta di adesione dell’Albania all’Ue. A Varsavia, un Sali Berisha in piena forma ci parla di elezioni, Internet ed Europa nel bel mezzo del congresso del Partito Popolare europeo. L’Albania è uno dei suoi sei membri non comunitari.
Sali Berisha (Foto@ Nabeelah Shabbir)
«Il mio paese è il minor carico fiscale possibile per l’Europa!», esclama Sali Berisha all’inizio del secondo giorno di congresso Popolare a Varsavia, il 29 e 30 Aprile. «Per favore, dite ai vostri investitori che vengano in Albania!». Perché no. Infondo l’Albania un giorno sarà parte dell’Unione.
Il Primo Ministro francese, François Fillon, non si stanca di ripetere che la priorità dell’Unione non è l’espansione costante. Crede che Parigi e Berlino abbiano dubbi riguardo la candidatura albanese? Chi sono i suoi alleati nell’Unione?
«In generale abbiamo ricevuto tre forti appoggi dal centro-destra europeo. Se ho fatto questo passo è grazie a questo sostegno. In ogni caso, non vedo un’opposizione manifesta all’entrata dell’Albania. Sia la Francia che la Germania si sono dimostrate favorevoli. Ho chiesto il loro parere prima di agire».
La Croazia entrerà nell’Ue nel 2011. Le pongo una domanda classica: il 2015 le sembra una cifra realistica per l’Albania?
«Le darò una risposta classica: è una data più lontana di quella che avrei desiderato, ma più vicina di quella che avrei sperato».
Dalla vicina regione dei Balcani, la Grecia sostiene la vostra volontà di adesione però, se dopo l’indipendenza del Kosovo dovessero ripresentarsi le tensioni con la Serbia, non crede che questo possa influenzare le sue previsioni di adesione per l’Albania?
«Non c’è motivo perché Kosovo e Serbia condizionino l’Albania. Ma di certo queste relazioni sono un problema per il nostro Paese. Dovrebbe essere una priorità la risoluzione dei loro problemi. Il Kosovo è adesso una forte realtà politica. Le realtà dovrebbero essere accettate invece che ignorate o interpretate secondo i propri interessi».
Nel 2005 l’Albania ha vissuto delle elezioni turbolente. Il prossimo 28 giugno ritornano nel suo paese le elezioni generali, una delle chiavi di accesso all’Ue. Come può essere sicuro che siano libere e giuste?
(Gesticola animatamente) «Quest’anno le elezioni saranno eccellenti. È mia intenzione che lo siano. Quattro anni fa c’erano muri da abbattere, adesso abbiamo obiettivi a cui tendere. Allora io ero dalla parte dell’opposizione, adesso sono al Governo, e, per di più, sono io che governo. Sto facendo del mio meglio perché la mia nazione voti in libertà. È quello che si merita, e anche io. È un dovere morale e legale che le cose siano così. Invito fin d’ora il Partito Popolare europeo a controllare di persona! Ne abbiamo bisogno!».
Può essere più preciso?
«Abbiamo un’infrastruttura totalmente rinnovata: liste elettorali e registri civili informatici, documenti d’identità e passaporti nuovi. C’è stata qualche critica dall’opposizione, ma due giorni fa siamo giunti ad un accordo riguardo la loro distribuzione tra la popolazione. Non tollero in nessun modo la criminalità organizzata; la corruzione è un cancro che bisogna sradicare. Queste elezioni saranno libere e giuste e sono molto contento di questo».
Lo scorso primo Aprile l’Albania è entrata nell’Alleanza Atlantica (Nato), e adesso, dopo un mese, richiede di far parte dell’Unione.
«Aprile del 2009 è stato un mese speciale, straordinario e storico per l’Albania».
Quanto c’è di tattica in tutto ciò?
«Ho atteso che i 27 approvassero il nostro accordo di stabilizzazione in ognuno dei loro parlamenti nazionali. Poi abbiamo deciso di lavorare fianco a fianco con l’Ue, nella missione realizzata nel Ciad e in altre regioni con presenza dell’Ue. Ho poi presentato, a gennaio, la richiesta di partecipazione all’Ue, perché un mese prima lo aveva fatto Montenegro. Non ho voluto fare tutto insieme per non caricare eccessivamente l’agenda politica nazionale. Tutto è stato fatto guadagnando consensi. Sono molto grato alla Presidenza ceca dell’Unione e a tutti coloro che ci hanno sostenuto. L’opposizione esigeva che presentassimo la richiesta di adesione durante la precedente presidenza francese dell’Ue, ma risposi che non lo avrei fatto fino a quando il processo precedente di ratificazione dell’Accordo di Associazione non fosse stato portato a termine dai 27».
All’epoca, anche l’Ue vi mandò un messaggio suggerendo di aspettare la celebrazione di nuove elezioni, vero?
«Beh, anche io voglio lanciare un messaggio. Voglio dire agli albanesi che dobbiamo avere delle elezioni libere e giuste, perché si aprano le porte dell’Unione e si accelerino i tempi. Il 96% degli albanesi sono pro-Europa, e hanno reagito positivamente».
Per concludere, da dove assisterà alle prossime elezioni europee?
«Questo è il mio ultimo viaggio all’estero prima delle elezioni. Le vedrò in televisione, da casa. Ad ogni modo, devo proseguire con la mia agenda pre-elettorale».
lunedì 8 giugno 2009
Amor di patria
GIGLI Gian Luigi
8981
MOTTI Tiziano
1900
CAROLLO Giorgio
1125
Ore 10.05: Preferenze PD in Friuli Venezia Giulia
SERRACCHIANI Debora
73910
BERLINGUER Luigi
11244
PRODI Vittorio
6252
FRIGATO Gabriele
2559
CARONNA Salvatore
2243
CASELLI Simona
2034
PUPPATO Laura
1119
NICOLETTI Michele
922
FRIGO Franco
793
VECCHI Luciano
462
MARAMOTTI Natalia
329
ALUISIO Saba
164
GANDINI Silvio
90
Ore 9.56: Preferenze PDL in Friuli Venezia Giulia
BERLUSCONI Silvio
64286
COLLINO Giovanni
43242
GARDINI Elisabetta
7059
CANCIAN Antonio
5109
SARTORI Amalia
2656
BERLATO Sergio Antonio
1673
CALO’ Laura
1130
PANIZ Maurizio
642
BIANCOFIORE Michaela
619
RIGON Fiorella
395
BALBONI Alberto
355
DE MARIA Maria Gabriella
248
FROSIO Fabrizio
170
giovedì 4 giugno 2009
lunedì 1 giugno 2009
La ripartizione dei seggi alle elezioni europee
- I. Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia): 19 seggi assegnati
- II. Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna): 13
- III. Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio): 14
- IV. Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria): 18
- V. Italia insulare (Sicilia - Sardegna): 8
A Strasburgo! A Strasburgo!!!

domenica 24 maggio 2009
I PARTITI E I CANDIDATI ALLE EUROPEE

In tutte le circoscrizioni si presentano:
Inoltre:
Nord Ovest: oltre agli 11 che si presentano in tutta Italia, troviamo anche Vallee D'Aoste, Partito Comunista dei Lavoratori, Forza Nuova, e Comunità Alpine.
Qui si può vedere il manifesto elettorale.
Nord Est: oltre agli 11 che si presentano in tutta Italia, troviamo anche Partito Comunista dei Lavoratori, SVP e Forza Nuova. Qui si può scaricare l'elenco dei simboli.
Centro: oltre agli 11 che si presentano in tutta Italia, troviamo anche Partito Comunista dei Lavoratori e Forza Nuova. Qui si può vedere il manifesto elettorale.
Sud: oltre agli 11 che si presentano in tutta Italia, troviamo anche Forza Nuova. Qui si può vedere il manifesto elettorale.
Isole: sono presenti solo le 11 liste che si presentano in tutta Italia. Qui si può vedere il manifesto elettorale.
giovedì 21 maggio 2009
Come hanno votato gli italiani alle europee del 2004
Votanti 35.598.379 Schede non valide (incl. bianche)3.187.804
Votanti 73,09 % Schede bianche 1.585.624
Partititi o liste Percentuali %
UNITI NELL'ULIVO 10.077.793 31,09
FORZA ITALIA 6.779.207 20,92
ALLEANZA NAZIONALE 3.730.144 11,51
RIF.COM. 1.964.347 6,06
UDC 1.910.286 5,89
LEGA NORD 1.612.062 4,97
FED.DEI VERDI 797.319 2,46
COMUNISTI ITALIANI 784.930 2,42
LISTA EMMA BONINO 728.873 2,25
DIPIETRO OCCHETTO 691.551 2,13
SOCIALISTI UNITI 658.964 2,03
A.P. UDEUR 418.157 1,29
ALTERNATIVA SOCIALE 399.073 1,23
PART.PENS. 372.304 1,15
FIAMMA TRICOLORE 235.055 0,73
PRI I LIBERAL SGARBI 232.386 0,72
P.SEGNI SCOGNAMIGLIO 171.781 0,53
LISTA CONSUMATORI 159.829 0,49
ALL.LOMB.AUT. 159.098 0,49
AB.SCORP.VERDI VERDI 157.493 0,49
SVP 145.740 0,45
PAESE NUOVO 77.704 0,24
NO EURO 70.180 0,22
MOV.IDEA SOC. RAUTI 46.759 0,14
UV 29.540 0,09
mercoledì 20 maggio 2009
martedì 19 maggio 2009
EUROPEE: QUANTI VOTI SERVONO PER ESSERE ELETTI?
La domanda ricorrente che pongono i candidati alle elezioni europee (e non solo) è "Quanti voti occorrono per essere eletti?" Come ho già detto in alcuni post meno recenti la ripartizione dei seggi per le elezioni europee avviene con il sistema proporzionale su base nazionale. Il che significa che un partito ha tanti più seggi (parlamentari) quanto più sono i voti che ottiene su tutto il territorio nazionale suddiviso in 5 circoscrizioni. Lo sbarramento per partecipare alla ripartizione dei seggi è stato fissato in Italia al 4%. In questa tornata elettorale al Parlamento Europeo andranno 72 deputati italiani contro i 78 della legislatura 2004-2009.
Se ad esempio, come si ipotizza, il Pdl conquistasse il 40% dei voti manderebbe a Strasburgo 29 parlamentari sulla base alle preferenze ottenute singolarmente nelle rispettive circoscrizioni. Nel calcolo del numero dei voti necessari per essere eletti bisogna tenere presenti numerose variabili quali l'affluenza alle urne, la presenza di nuove forze politiche rispetto allo scenario del 2004 (Pdl, Pd), la nuova soglia di sbarramento e il minor numero di parlamentari italiani da eleggere.
In ogni caso, per capire orientativamente l'ordine di grandezza su cui ragionare per essere eletti può essere utile l'analisi dei voti ottenuti dai parlamentari europei nelle elezioni del 2004. Qui di seguito riporto il numero dei seggi assegnati, il nome dei candidati e il numero di preferenze ottenute nella Circoscrizione nord est nelle liste dell'Ulivo, di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord (ho indicato in azzurro i nomi dei parlamentari eletti). Ripeto, dal 2004 ad oggi lo scenario politico è fortemente cambiato (ad esempio l'Ulivo è scomparso, è nato il Pd e Forza Italia e AN si sono fuse nel Pdl) ma le cifre elettorali dei singoli candidati rimangono estremamente elevate considerata l'estensione delle circoscrizioni nelle quali si misurano. Infine va considerato che anche in questa tornata, in testa alle liste del Pdl in tutte le circoscrizioni c'è il premier Silvio Berlusconi che lascerà il suo posto ai candidati che lo seguono in ordine alle preferenze ottenute.
ELEZIONI EUROPEE 2004
CIRCOSCRIZIONE NORD EST
Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna
Suddivisione dei 15 seggi assegnati alla circoscrizione
Uniti nell'Ulivo 6, Rif. Comunista 1, Verdi 1, Suedtiroler Volksp. 0, Pdci 0, Di Pietro-Occhetto 0, Alleanza Pop.-Udeur 0, Lista Bonino 1, Segni-Scognamiglio 0, Forza Italia 3, An 1, Lega Nord 1, Udc 1, Socialisti uniti 0, Partito Pensionati 0, Alternativa sociale 0, Lega aut.-All. Lomb 0, Pri-Lib. Sgarbi 0, Ab. scorporo Verdi-verdi 0, Fiamma Tricolore 0, Mov. Soc. Rauti 0, Paese Nuovo 0
| Lista UNITI NELL'ULIVO | |
| |
|
| ENRICO LETTA | 175.629 |
| GIOVANNI BERLINGUER | 147.789 |
| PAOLO COSTA | 91.036 |
| DONATA GOTTARDI | 61.082 |
| LILLI GRUBER | 321.324 |
| PAOLA CAMPANA | 9.026 |
| LOREDANA CELEGATO | 4.889 |
| GIUSEPPE DETOMAS | 28.764 |
| DARIA DOLFINI | 14.317 |
| DANIELA MENEGUZZI | 3.498 |
| CARLO PEGONER | 43.689 |
| VITTORIO PRODI | 122.805 |
| MARIA GRAZIA TAMPIERI | 10.723 |
| PAOLO ZANCA | 6.436 |
| MAURO ZANI | 93.121 |
|
| |
| SILVIO BERLUSCONI | 428.574 |
| RENATO BRUNETTA | 90.526 |
| GIORGIO LISI | 26.813 |
| GIACOMO SANTINI | 34.148 |
| AMALIA SARTORI | 42.644 |
| GIORGIO CAROLLO | 56.055 |
| MANUELA DI CENTA | 27.815 |
| SIMONA FEDE | 9.502 |
| FEDERICO FRONZONI | 2.526 |
| ELISABETTA GARDINI | 32.754 Subentrata a Renato Brunetta |
| ALCIDE GAVA | 2.817 |
| GIROLAMO GIGLIO | 1.260 |
| TONINO LAMBORGHINI | 2.329 |
| CHIARA POCATERRA | 2.795 |
| SANTA ZANNIER | 2.392 |
Lista AN
GIANFRANCO FINI 163.943
FILIPPO BERSELLI 13.160
SERGIO BERLATO 41.207
MARIA IDA GERMONTANI 1.304
FRANCO BARITUSSIO 9.475
ANNA BONAMIGO 1.912
MARIA LUISA COPPOLA 7.779
SERGIO DRESSI 10.980
MARTA FAROLFI 1.786
PAOLO FO 1.041
GIORGIO HOLZMANN 8.730
MASSIMO GIORGETTI 20.656
LEDA TIRELLI 750
UMBERTO BOSSI 93.454
GIAMPAOLO GOBBO 35.217
ERMINIO BOSO 10.698
MARIO DE NALE 794
MANUELA LANZARIN 7.456
MARIELLA MAZZETTO 1.937
PIETRO FONTANINI 7.464
GIORGIA ANDREAZZA 2.163
ROBERTO CIAMBETTI 6.465
ENZO FLEGO 4.973
ANGELO ALESSANDRI 3.119
MARCO POTTINO 1.744
MARINA MAGGIOLI 621
NICOLETTA RINALDI 1.158
LIVIANA SCATTOLIN 4.095
CHI VOTA I 72 PARLAMENTARI EUROPEI ITALIANI
In alcuni Stati membri le elezioni si svolgeranno il 4 giugno, ma i risultati saranno resi noto solamente il 7 sera, dopo la chiusure delle urne in tutta l’Unione.
Per poter votare alle elezioni europee, il cittadino italiano deve aver compiuto il 18° anno di età ed essere iscritto nelle liste elettorali. Sono anche considerati elettori i cittadini degli Stati membri dell'UE che, a seguito di formale richiesta presentata entro tre mesi dalla tornata elettorale, abbiano ottenuto l'iscrizione nella lista elettorale del comune italiano di residenza.
Ogni Stato membro ha una propria legge elettorale per il Parlamento di Strasburgo.
L’Italia regola la procedura elettorale con la legge n°18 del 24 gennaio 1979 e successive modifiche.
Le norme europee prevedono come obbligatorio nei 27 Stati il sistema proporzionale e una serie di incompatibilità con il mandato al Parlamento europeo.
La carica di membro del Parlamento europeo è incompatibile con molte altre funzioni a livello comunitario:
- membro della Commissione europea;
- giudice, avvocato generale o cancelliere della Corte di giustizia o del Tribunale di primo grado;
- membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea;
- membro della Corte dei conti;
- Mediatore europeo;
- membro del Comitato economico e sociale;
- membro del Comitato delle Regioni;
- membro dei comitati od organismi istituiti in virtù o in applicazione dei trattati UE;
- membro del consiglio d'amministrazione, del comitato direttivo ovvero impiegato della Banca europea per gli investimenti;
- funzionario o agente, in attività di servizio, delle istituzioni delle Comunità europee o degli organismi specializzati che vi si ricollegano o della Banca centrale europea.
Si aggiungono a queste altre incompatibilità a carattere nazionale prevista dalla legislazione italiana. La carica di Deputato al Parlamento Europeo è incompatibile con quella di :
- deputato al Parlamento italiano;
- senatore al Parlamento italiano;
- componente del Governo di uno Stato membro;
- presidente di giunta regionale;
- assessore regionale;
- consigliere regionale;
- presidente di provincia;
- sindaco di comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti.
Gli eurodeputati, una volta eletti, scelgono di far parte di uno dei gruppi politici europei.
Ad oggi, dei 785 deputati membri del Parlamento europeo, 78 deputati sono italiani di cui: 24 aderiscono al PPE/DE (che conta un totale di 288 membri), 17 al PSE (217 membri), 13 all'UEN (44 membri), 12 all'ALDE (100 membri), 7 alla GUE/NGL (41 membri) e 2 al gruppo Verde/ALE (43 membri). Tre deputati fanno parte dei "Non iscritti" (l'equivalente del gruppo misto, 30 membri). Nessun deputato italiano è iscritto al gruppo IND/DEM.
Il Partito Popolare Europeo, PPE-DE, è il gruppo politico più numeroso presente nel Parlamento Europeo. Ne fanno attualmente parte gli eurodeputati italiani provenienti da Forza Italia, UDC, Partito Popolare del Sud Tirolo e il Partito dei Pensionati.
Con la nascita del Popolo della Libertà, con l’unione di Forza Italia e Alleanza Nazionale, la delegazione italiana del PPE sarà molto più numerosa per il prossimo mandato. Finora infatti gli eurodeputati di AN facevano parte del gruppo politico UEN, Unione per una Europa delle Nazioni. La delegazione italiana del PPE, secondo le previsioni, potrà divenire la più grande delegazione dei 27 Paesi membri del Gruppo Politico più grande presente nel Parlamento Europeo.
venerdì 15 maggio 2009
COME GLI ITALIANI ELEGGONO IL PARLAMENTO EUROPEO
Sabato 6 giugno pomeriggio e tutta la domenica 7, i cittadini italiani saranno chiamati a eleggere i 72 rappresentanti nazionali al Parlamento europeo, che conterà un totale di 736 membri. Nel 2010, se sarà entrato in vigore il Trattato di Lisbona, la delegazione italiana salirà a 73 eurodeputati (su un totale di 754). In alcuni Stati membri le elezioni si terranno già il 4 giugno, ma i risultati saranno resi noti solamente il 7 sera, dopo che le urne saranno state chiuse in tutta l'UE.
Dall'adesione della Romania e della Bulgaria, nel 2007, il Parlamento europeo conta un totale temporaneo di 785 deputati, di cui 78 italiani. Il trattato di Nizza, attualmente in vigore, prevede un'Assemblea composta di 736 deputati, di cui 72 italiani. E' su questa base che si svolgeranno le elezioni in tutta l'UE, dal 4 al 7 giugno. In Italia, il governo ha deciso di chiamare i cittadini alle urne il sabato 6 giugno pomeriggio e la domenica 7 tutto il giorno, mentre in altri Stati membri - come il Regno Unito - si voterà già il 4 giugno. I risultati, però, saranno resi pubblici solamente il 7 sera, quando le operazioni di voto saranno terminate in tutti i seggi elettorali dell'Unione europea.
Durante il Vertice dell'11 e 12 dicembre, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno ottenuto dall'Irlanda l'impegno a ripetere il referendum sulla ratifica del Trattato di Lisbona. Se il popolo irlandese si pronunciasse a favore della ratifica, ribaltando la precedente consultazione che ha fermato la riforma istituzionale, il Trattato di Lisbona potrà entrare in vigore nel 2010. Ciò avrebbe delle conseguenze anche sul numero di deputati al Parlamento europeo. Infatti, questo trattato prevede un totale di 751 deputati. Rispetto al numero previsto dal trattato di Nizza, diversi Stati membri vedrebbero innalzarsi il numero di deputati: la Spagna ne avrebbe
Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, gli Stati membri che hanno diritto a deputati supplementari vedranno aumentare le loro delegazioni. Ma, visto che non è ipotizzabile che tre deputati tedeschi eletti nel giugno 2009 rinuncino al mandato l'anno successivo, i capi di Stato e di governo hanno convenuto che, a titolo temporaneo e fino alla fine delle legislatura nel 2014, il Parlamento europeo sarà composto di 754 membri. E' peraltro possibile una nuova modifica del numero di deputati in caso di nuove adesioni all'UE.
Ad oggi, dei 785 deputati membri del Parlamento europeo, 78 deputati sono italiani: 24 aderiscono al PPE/DE (che conta un totale di 288 membri), 17 al PSE (217 membri), 13 all'UEN (44 membri), 12 all'ALDE (100 membri), 7 alla GUE/NGL (41 membri) e 2 al gruppo Verde/ALE (43 membri). Tre deputati fanno parte dei "Non iscritti" (l'equivalente del gruppo misto, 30 membri). Nessun deputato italiano è iscritto al gruppo IND/DEM.
Per capire la propria posizione politica rispetto all'Europa
http://www.euprofiler.eu/
giovedì 14 maggio 2009
SOBRIA CAMPAGNA DEL PDL
Ci impegneremo molto in ambito locale e sul territorio", ha osservato il vicepresidente Pdl della Camera, Maurizio Lupi. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha invece sottolineato che "Berlusconi ha chiesto che sia molto, molto sobria perche’ in questo momento e’ giusto che le nostre risorse vadano all’Abruzzo, anche quelle del partito".
mercoledì 13 maggio 2009
COMMENTO ALLO SPOT QUI SOTTO
martedì 12 maggio 2009
COME SI VOTA ALLE EUROPEE
Le circoscrizioni e i loro capoluoghi
I - Italia nord-occidentale (Piemonte – Valle
d'Aosta - Liguria - Lombardia) Milano
II - Italia nord-orientale (Veneto - Trentino
Alto Adige - Friuli-Venezia Giulia -
Emilia-Romagna) Venezia
III - Italia centrale (Toscana - Umbria -
Marche - Lazio) Roma
IV - Italia meridionale (Abruzzo - Molise -
Campania - Puglia - Basilicata -
Calabria) Napoli
V - Italia insulare (Sicilia - Sardegna) Palermo
Votazione
L'elettore può manifestare non più di tre preferenze nella prima circoscrizione; non più di due nella seconda, terza e quarta circoscrizione ed una nella quinta circoscrizione.
Una sola preferenza può essere espressa per candidati della lista di minoranza linguistica che si collega.
1. I rappresentanti dell'Italia al Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale con voto diretto, libero e segreto attribuito a liste di candidati concorrenti. L'assegnazione dei seggi tra le liste concorrenti è effettuata in ragione proporzionale
2. Le circoscrizioni elettorali ed i loro capoluoghi sono quelle indicate sopra.
L'assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, sulla
base dei risultati dell'ultimo censimento generale della popolazione, riportati dalla più recente pubblicazione ufficiale dell'Istituto centrale di statistica, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno.
La ripartizione dei seggi si effettua dividendo il numero degli abitanti
della Repubblica per il numero dei rappresentanti spettante all'Italia e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
mercoledì 29 aprile 2009
VACANZE A STRASBURGO

In Francia il presidente Nicolas Sarkozy ha abolito la settimana lavorativa di 35 ore. Il Parlamento europeo, invece, quest'anno ha introdotto una novità mondiale: l'anno lavorativo di 33 giorni. Ai 785 eurodeputati, pagati 30mila euro mensili, basta volare a Bruxelles o a Strasburgo una volta al mese, starci due-tre giorni, ed è fatta.
Certo, ci sono anche le mezze giornate. Lunedì 4 maggio, per esempio, la seduta comincia alle 17 e va avanti fino a mezzanotte. Ma in realtà è una giornata libera: basta che l'eurodeputato prenda un aereo dal suo Paese verso le nove di sera, atterri a Strasburgo alle undici e vada subito a firmare il registro presenze. Così non perde la diaria di 300 euro al giorno. Idem per le mezze giornate al mattino: non è tanto importante l'orario di chiusura, le 13, quanto quello di inizio seduta: le nove. Anche lì, una capatina in sala, firmetta, e poi via verso l'aeroporto.
Il 2009 è un anno particolare, è vero: il 7 giugno si vota, quindi salta la sessione di quel mese. Risultato: ferie extralunghe, dall'8 maggio al 14 settembre. Ai nuovi eletti basterà andare tre giorni a Bruxelles a metà luglio per acclimatarsi.
L'eurodeputato radicale Marco Cappato ha chiesto che il Parlamento renda noti i dati di presenza dei suoi membri, in vista delle elezioni: unica occasione in cui possiamo giudicare i nostri rappresentanti. Niente da fare, il presidente ha opposto questioni di privacy. Allora i radicali hanno fatto da soli, e hanno compilato la classifica dei più assidui e degli assenteisti. Attenzione, però: hanno calcolato non solo le riunioni plenarie, dove come abbiamo visto il giochetto è facile, ma anche altri indici di «produttività»: la partecipazione alle commissioni, il numero di rapporti scritti, di interrogazioni, di interventi in aula.
I RISULTATI SONO IMBARAZZANTI.
«Il problema degli eletti italiani è che non sanno le lingue», ci dice una dirigente dell'Europarlamento, ai piani alti della Torre di Strasburgo. Anonima, altrimenti addio carriera. La maggioranza assoluta dei nostri eurodeputati non parla bene l'inglese, o almeno il francese. «E questo è grave non tanto per le riunioni d'aula, dove è assicurata la traduzione simultanea, quanto per tutti i contatti di corridoio con i colleghi delle altre nazioni, che rappresentano il vero lavoro utile da svolgere a Bruxelles».
Infatti, da un punto di vista concreto l'Europarlamento serve a poco. È un organo consultivo, non decide quasi niente da solo. Non nomina governi, non toglie la fiducia, tutte le leggi (direttive) devono essere «codecise» assieme ai burocrati della Commissione. Alla fine chi comanda veramente non sono né il Parlamento né la Commissione, ma il Consiglio, composto dai ministri dei 27 stati membri. «E neanche loro hanno l'ultima parola, perché poi ciascuno stato è libero di mettere il veto, o di non applicare una norma».
Insomma, quello che voteremo fra un mese è un enorme, simpatico e costosissimo ente inutile che serve soprattutto per far socializzare centinaia di giovani portaborse multietnici (dalla Lettonia a Malta, dall'Irlanda a Cipro): sono loro a effettuare il vero lavoro, per l'eurodeputato di cui sono «assistenti». Il quale è libero di decidere quanto pagarli. Dispone di 17.500 euro al mese: può darli tutti a uno solo (magari parente o amante), oppure assumerne 17 a mille euro ciascuno. Può tenerli al Parlamento oppure nel proprio collegio elettorale.
Nella Babele di Strasburgo si parlano 22 lingue. Quindi, in teoria, il numero di interpreti è di 22 al quadrato, perché ciascuna lingua dovrebbe essere tradotta in ogni altra. Impresa impossibile. assorbirebbe tutto il bilancio dell'Unione. «Ci sono quindi le lingue-ponte», spiega la dirigente, «per esempio un interprete dall'estone all'inglese, e subito dopo un altro dall'inglese all'italiano». Il risultato è comico. Se qualcuno fa una battuta, un terzo della sala ride subito, un terzo dopo dieci secondi, e gli altri dopo venti.
Sempre che capiscano qualcosa, perché si calcola che ad ogni traduzione si perda in media il 30 per cento del significato. «Gli irlandesi hanno preteso che il gaelico diventasse lingua ufficiale, anche se neppure loro lo parlano. E così i maltesi». Ora si aspettano il croato, il serbo, l'albanese, il norvegese, l'islandese, l'ucraino e il turco. Si spera invano che i moldavi accettino il rumeno.
L'altro grande spreco dell'Europarlamento sono le tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. Grandi traslochi di migliaia di persone e casse ogni mese. Costano 120 milioni di euro all'anno in più, calcolano i radicali. Di più, secondo i verdi. 200 milioni. Dieci anni fa sia il Belgio sia la Francia, per paura di perderlo, hanno costruito un nuovo palazzo. Tutto è doppio.
Fino al '99 Strasburgo usava le sale del Consiglio d'Europa: un altro ente diventato inutile dieci anni prima, col crollo del Muro di Berlino e l'entrata dei Paesi dell'Est nell'Unione. Ora i due palazzi troneggiano uno accanto all'altro, desolatamente vuoti per quaranta settimane all'anno. Questa è la vita dell'eurodeputato. Pagatissima, undici mesi di ferie annui. Ma frustrante.
Marco Suttora per Oggi
