Visualizzazione post con etichetta Marketing. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marketing. Mostra tutti i post

martedì 25 marzo 2008

BODY IN POLITICS


Il corpo del re è caldo, desiderato e misterioso. Lo stesso vale per i leaders politici, i candidati, le candidate. Un corpo che desidera ed è svelato è plebeo e perdente.

martedì 18 marzo 2008

HOLY JOE


La Cei: il sistema di voto deve
offrire più democrazia al Paese

Sarebbe «auspicabile» cambiare la vigente legge elettorale, secondo monsignor Giuseppe Betori, «per tornare a dare un pò di democrazia a questo Paese». Senza le preferenze «c’è un potere oligarchico di fatto», ha detto il segretario generale della Cei durante la conferenza stampa che ha concluso i lavori del Consiglio permanente dei vescovi italiani. «Il prossimo Parlamento dovrebbe cambiare la legge elettorale e ridare la scelta ai cittadini», il suo auspicio.

Monsignor Betori ha poi ribadito che la Chiesa cattolica «non si schiera per nessun partito». «A tutti i cattolici, candidati ed eletti, richiamiamo i valori fondamentali come punti di riferimento irrinunciabili», ha spiegato in conferenza stampa il presule in riferimento alle questioni "antropologiche", termine con il quale si intendono le problematiche relative alla vita e alla famiglia. A chi domandava come comportarsi di fronte a liste elettorali, come quelle del Partito democratico, che presentano candidati radicali ostili ai valori cattolici, Betori, dopo aver caldeggiato una modifica della vigente legge elettorale, ha spiegato: «Bisogna soppesare il programma e la globalità delle persone di ogni lista elettorale, e scegliere quelle che hanno maggior speranza di difendere i valori che i cattolici ritengono intangibili». «I valori - ha tenuto ad aggiungere Betori - si tengono tutti insieme, non si possono separare il valore della solidarietà dal valore della vita».

Secondo il segretario generale della Conferenza episcopale italiana è anche necessario «svelenire il clima» della campagna elettorale. Il presule ha precisato che l’appello ad un impegno comune sul «problema della spesa», recentemente formulato dal cardinale Angelo Bagnasco, non era un appoggio alle ’larghe intesè. «Il presidente della Cei ha sottolineato che ciascuna parte politica agisce nella propria specifica collocazione», ha ricordato. «Le parole di Bagnasco andavano nella direzione più volte percorsa dalla Cei, così come da alcune istituzioni della Repubblica italiana, di svelenire il clima. Su questo non solo il cardinale, ma tutto il Consiglio permanente della Cei, ritiene che sia possibile collaborare, ciascuno nel proprio ruolo, senza farsi del male». Monsignor Betori ha poi citato le tre associazioni cattoliche impegnate in materia sociale, bioetica e di politiche famigliari - Retinopera, Scienza e vita, Forum delle famiglie - sottolineando che «anche in futuro svolgeranno un ruolo di presenza e coordinamento su queste tematiche, che, a termine delle elezioni, avranno bisogno di un sostegno trasversale».

venerdì 15 febbraio 2008

Bè! Beeeeeeeeeeeeeeeeeee


Like ants, humans (voters) are easily led /By Roger Highfield


When it comes to being misled, humans are no more sophisticated than ants or fish.

Implications for evacuations and how to guide people safely in an emergency will arise from the discovery that most of us are happy to play follow-my-leader, even if we are trailing after someone who does not know where they are going and taking the most meandering route.

Even more striking, even when we are shown a faster route, we prefer to stick with the old one and tell others to take the long road too, a finding that could have lethal implications when it comes to evacuating a building or ship in an emergency.

"These results parallel similar findings in ants and fish, and show that very simple processes can underlie human behaviour" commented Dr Simon Reader of Utrecht University, who reports the findings today in the journal Biology Letters.

In the experiments, 72 people - 40 women and 32 men - were asked to complete questionnaires in one room, then taken to another room where they were to complete an experiment.

"We led them one of two routes into the room (while talking about other things), and, later, asked them to return to the starting room," said Dr Reader.

"All but one person took the route they had been led. What we were surprised by was how strong this effect was, even when the alternative route was much shorter," he said.

They preferred the long route even when the experimenter had drawn attention to the alternative route, or when the experimenter took the long route solely to pick up a fallen poster, eliminating the possibility that participants thought the experimenter had a good, but unknown, reason to take the long route.

By asking participants to collect the next guinea pig in the experiment, the scientists observed that each person in the chain copied the route of the participant before them: a simple tradition that meant the alternative route was never discovered.

In a fire or emergency, then, people would likely stick to the familiar evacuation route, even if it was much slower than an alternative.

venerdì 8 febbraio 2008

MY JOB

E’ stata recentemente resa pubblica l’ultima ricerca dell’European Communication Monitor, una commissione promossa dall’Università di Lipsia con la collaborazione di studiosi provenienti da oltre trenta nazioni. L’obiettivo della ricerca consisteva nell’individuare le tendenze europee in materia di comunicazione e pubbliche relazioni nel periodo 2007/2010. Per fare ciò è stato condotto un sondaggio su oltre mille professionisti delle pubbliche relazioni, dislocati in ventidue paesi.

Trend 2007-2010 Sfide 2007-2010

La ricerca prevede sensibili cambiamenti nelle tendenze 2007-1010:
- crescita della comunicazione istituzionale ed un calo della comunicazione di prodotto/al consumatore
- calo di quasi il 30% delle relazioni con i media sulla stampa, a fronte di una crescita della comunicazione online (+16%) e delle relazioni con i media online (+24,6)
- la comunicazione online supererà la comunicazione sulla carta stampata
- le agenzie di comunicazione sottostimano il contatto diretto e la comunicazione non verbale, che avrà un’importanza sempre maggiore

I fattori più rilevanti nella futura gestione delle strategie comunicative saranno, in ordine di importanza:
- tenere il passo con l’evoluzione digitale ed il web sociale
- collegare la strategia industriale e la comunicazione
- costruire e mantenere la fiducia attraverso comunicazioni veritiere
- confrontarsi con la richiesta di maggiore trasparenza e una platea attiva
- stabilire nuove metodologie per valutare e dimostrare il valore della comunicazione
- confrontarsi con le tematiche ambientali
- supportare cambiamenti organizzativi
- stimolare e promuovere innovazioni
- sviluppare gli affari pubblici e la comunicazione politica
- integrare le relazioni con gli investitori e le relazioni pubbliche

La crescente importanza delle politiche Europee negli stati nazionali porterà specifiche esigenze comunicative:
- strategie di comunicazione specifiche per una platea frammentata saranno essenziali
- i canali online transnazionali e transculturali accresceranno la propria importanza
- i destinatari saranno sempre più attivi ed esigeranno forme di comunicazione dirette
- i consigli personali e il passaparola contribuiranno sempre più ad orientare le scelte
- una strategia di comunicazione integrata e unificata sarà essenziale
- la sfera pubblica Europea svilupperà un nuovo punto d’incontro per discutere questioni transnazionali
- vi sarà uno spostamento di interessi e comunicazione politica dalle capitali nazionali verso Bruxelles

La ricerca è disponibile nella sua versione completa sul sito www.communicationmonitor.eu

martedì 15 gennaio 2008

ITALIAN CHOICE


Non vedo l'ora di andare al BIT (Borsa Internazionale del Turismo) a vedere gli stand del Ministero del turismo, della regione Campania ecc. ecc.

REBRANDING

Signor Presidente del Consiglio, mi chiami pure senza esitazioni. La mia parcella sarà lieve come il passo del suo portavoce. Il Paese ha bisogno di un po' di pubbliche relazioni e anche di dare una sistematina all'immagine e infine risposizionarsi sul mercato internazionale. Non so se ha presente, ma questo è affar mio. Insomma, è il mio lavoro. Ingrato quanto vuole ma anche divertente soprattutto davanti ad episodi come quelli di questi giorni. Ho un paio di amici giornalisti nel resto del mondo ai quali potrei spiegare che è tutto uno scherzo e che i fricchettoni della Sapienza sono dei prezzolati come quelli che a Cagliari hanno buttato i cassonetti in casa del governatore. E' un periodo in cui questo paese è particolarmente gioviale. Vuole che le dia una mano per capire come comunicare, date le circostanze? Ho qualcosa di divertente in mente e sono incredibilmente spiritosa, molto più di quanto possa apparire da queste righe frettolose. Vuole mettermi alla prova? Vuole qualche idea geniale? Nel mio studio (agenzia è un termine TROPPO d'antan) ci sono solo donne straordinariamente sveglie che in tempi di campi flegrei e di santità ontate ne inventano una più del diavolo. E siccome l'altro giorno sulla 44a St ho sentito due che dicevano che per venire in Italia bisogna farsi il vaccino contro l'epatite B forse è il momento di ridefinire l'immagine di questo Paese. Noi lo chiamiamo rebranding. Do you know? Solidariamente sua.

giovedì 26 luglio 2007

IN UN SORSO DIVINO

Alla Feltrinelli ho trovato un leflet che parla di un concorso di scrittura dedicato al vino. Poche righe quelle da fornire. Pochissime. Quante bastano per essere compresse in un retroetichetta e raccontare una storia. Che inebriante tentazione! Con il sangue ancora non intaccato da un sia pur nanogrammo di alcol. La paura che possa per un istante farmi allontanare da me e farmi dire un giorno che quello non l'avevo voluto o l'avevo voluto perchè. Vorrei leggere i pensieri che arriveranno a quella giuria. Battute fulminanti o embrioni di storie iniziate ed evaporate. Forse assaporate. La magia della scrittuta produce ebbrezza. E' per questo che hanno abbinato la prosa al vino? Chissà! Marketing, è certamente solo marketing. Bisognerebbe attivare una scuola di marketing per i sentimenti. Come vendo il mio amore? Come posso valorizzare la mia carità? Come monetizzare lo stupore? Basta vendere candidati, partiti, programmi riciclati, inventati, sognati.
Voglio fondare una scuola per insegnare (imparare) a mettere sul mercato dei cuori il proprio.
La comunicazione la farà da padrona e io spiegherò la verbale e la non verbale, digitale e analogica, presente e futuro. Sarò grandiosa e i giovani rivendicheranno crediti e le scuole penseranno a perchè non ci avevano pensato prima. E saremo tutti purificati dalla politica perchè nel marketing dei sentimenti, lo dirà Mr. Kotler, l'opzione del potere non è prevista.
Ci sarà la teoria delle passioni e dei cuori infranti, dei desideri e del rigore. E l'idea sarà ritenuta così geniale che io diventerò possidente al punto da trovare il tempo di provare un cabernet o un souvignon e di scrivere una storia piccina piccina sull'etichetta del vino della mia cantina - altra idea geniale (quella che mi ha resa davvero ricchissima) -, elegantemente analcolico.

domenica 15 luglio 2007

Turismo&politics

Il sito turistico più assurdo è http://www.italia.it/ (per approfondimenti andare a http://www.scandaloitaliano.it/), il più emozionate è http://www.newzeland.com/. Viaggiare nei siti dei paesi del mondo consente di apprendere la politica che li governa e quindi la complessità delle menti che la regolano. E' interessante saltellare virtualmente di città in città. Niente nel web è neutrale.
Se scelgo di visitare una località dopo aver visto il sito che la rappresenta non è perchè ho subito un'emozione ma, al contrario, perchè ho percepito una realtà. Vendere emozioni per vendere paesi e città o qualsivoglia prodotto è un procedimento superato. La scienza alla quale ricorrere è la semiologia che, mi si potrebbe dire, comunque è collusa con la psicologia. Elaborare un segno è un'operazione scientifica.