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sabato 25 aprile 2009

giovedì 4 dicembre 2008

VOGUE FOR EVER


Il Diavolo veste Prada, parte seconda: tra indiscrezioni e smentite la direzione di Anne Wintour a Vogue America potrebbe essere davvero agli sgoccioli. Il New York Post che per primo alcuni giorni fa aveva raccolto le voci di corridoio sulla fine dell"era Wintour' ha oggi ripreso una smentita di S.I. Newhouse, il presidente del gruppo Conde Nast a cui fa capo la celebre rivista di moda: "Mai pensato di sostituire Anna con Carine Roitfeld", la direttrice del ben più smaliziato Vogue France. Newhouse si è però ben guardato dallo smontare il teorema secondo cui la direzione di Anna sarebbe arrivata dopo vent'anni al capolinea. Il problema per la britannica Wintour è che i conti non vanno affatto bene: la crisi economica che ha investito l'America dei giornali ha mangiato pagine di pubblicità anche alla patinata e voluminosa rivista di moda. Conde Nast a fine ottobre ha avviato una drastica cura dimagrante chiedendo ai direttori di testate di tagliare sia lo staff che il budget del 5 per cento. La scure era caduta con particolare violenza su Vogue Living, mandato definitivamente in pensione, e su Men's Vogue, edizione americana, costretto a uscire con solo due numeri all'anno e che potrebbe in un secondo tempo chiudere completamente. La Wintour è direttrice editoriale di entrambi. "Men's Vogue sarà una versione piccola piccola rispetto ad oggi - aveva detto all'epoca una fonte - e questa versione piccola esisterà solo perché Anna possa salvare la faccia". Era stato il segnale che aveva dato via libera alle voci: "Sta pensando di ritirarsi", aveva confidato al New York Post una fonte ben informata: "Anna pensa che ha fatto tutto quel che poteva, che ne ha abbastanza e che è meglio smettere ora prima che il suo universo crolli". Il contratto della Crudelia de Mon della moda a cui nella fiction cinematografica ha dato il volto Meryl Streep sta per scadere: Gawker.com, il principale sito di gossip newyorchese, aveva alzato la posta ipotizzando che Newhouse avesse fatto un viaggio ad hoc a Parigi per reclutare la Roitfeld per la direzione della testata che nonostante tutto resta la più redditizia del gruppo. La voce è stata oggi puntualmente smentita, ma non ha fermato il gossip. Altri nomi hanno continuato a circolare per il posto della Wintour: Cindi Leive, che dirige Glamour, e Linda Wells, al timone di Allure, oltre a Amy Astley, la direttrice di Teen Vogue che a sua volta è una protetta di Anna, e Aliona Doletskaya, direttrice di Vogue Russia. La Wintour ha 59 anni e dirige American Vogue dal 1988 quando ha ereditato il posto dalla leggendaria Diana Vreeland. Sebbene l'autrice lo neghi, sono ispirate a lei le vicende del romanzo Il diavolo veste Prada del 2003, scritto da una sua ex-assistente, Lauren Weinsberger. Giornalista di moda da quando aveva 16 anni, nei 20 anni al timone di Vogue ha lanciato nell'olimpo delle passerelle stilisti americani come Tom Ford o Marc Jacobs che col suo aiuto è diventato direttore creativo della maison francese Luis Vuitton.

giovedì 26 giugno 2008

OVULATION VS EVOLUTION


Secondo uno studio del gruppo di riceratori guidati da Anne Campbell, della Durham University (Gb), gli incontri di una notte finiscono per lasciare uno strascico di sensazioni negative, malesseri e pentimento alle cosiddette «conquistatrici seriali» stile «Sex and the city». La conclusione, in sostanza, è che la qualità sembra più importante della quantitá, almeno per lei. La ricerca, pubblicata sulla rivista «Human Nature», ricorda che - in termini evoluzionistici - le donne si sobbarcano il peso delle cure parentali, dunque «si ritiene che sia vantaggioso per loro scegliere il proprio compagno con attenzione, e restare fedeli in modo che il prescelto non abbia motivo di credere di allevare figli altrui». Ma di recente i biologi avevano cambiato le carte in tavola, suggerendo che le aspiranti madri potevano beneficiare degli 'incontri' con più uomini. Questo, infatti, avrebbe aumentato la diversitá genetica dei figli. E se anche un esemplare maschile «di alta qualità» non restava con la compagna sempre, poteva almeno fornire i suoi eccellenti geni ai figli di lei.Così, per saperne di più, la Campbell e il suo team hanno indagato sulle reazioni femminili al sesso casuale, esaminando da vicino l'effetto di una notte bollente su umore e autostima. Ben 1.734 uomini e donne che avevano sperimentato una storia di una notte sono stati interrogatì dai ricercatori. Tutti dovevano indicare sentimenti positivi e negativi suscitati da quella esperienza il mattino dopo, attraverso un sondaggio online. «L'evoluzione spesso agisce attraverso emozioni negative o positive, che ci indirizzano verso comportamenti utili o ci allontanano da quelli pericolosi. Ad esempio - dice la Campbell - ci divertiamo in compagnia, ma ci sentiamo depressi se passiamo troppo tempo da soli. Dunque sembra ovvio che, se le nostre progenitrici si erano adattate bene ai rapporti lampo, dovevano trovarli piacevoli proprio come fanno gli uomini». Però alla luce dello studio sembra che non sia così: generazioni di nonne e bisnonne, insomma, non ci hanno trasmesso il pallino per i rapporti mordi e fuggi. Prova ne è che, dopo una notte brava, le donne riferiscono in media sensazioni più negative degli uomini. Se, infatti, nell'85% dei casi lui promuove al 100% il sesso senza complicazioni, il disco verde arriva solo dal 54% delle donne. Inoltre gli uomini sono più soddisfatti a livello sessuale dell'esperienza, e il mattino dopo riferiscono una maggiore sensazione di benessere e sicurezza. Invece lei, spesso, dopo si pente, soprattutto perchè si sente usata, o perchè si è lasciata andare, o ancora teme di aver compromesso la propria reputazione. Non solo. Anche a livello di puro sesso l'esperienza per le donne si rivela meno piacevole. Infine, le amanti di una sera si fanno poche illusioni: in genere non credono che il rapporto possa essere stato il preludio di una vera relazione.

«A lasciare insoddisfatta la donna non sembra essere tanto la brevità dell'incontro, quanto il fatto che lui sembri non averla apprezzata davvero», dice la Campbell. Ma allora perchè ogni tanto si opta per una notte bollente? Secondo la ricercatrice, in parte la colpa è degli sconvolgimenti ormonali mensili. Pare, infatti, che nella fase dell'ovulazione le donne siano in preda a picchi di desiderio sessuale, con una spiccata preferenza per partner occasionali.

giovedì 3 aprile 2008

L'Elefantino e le donne


giovedì 9 agosto 2007

DONNE DA BUTTARE

Please, date un'occhiata alla pagina pubblicitaria, qui a fianco, apparsa sui maggiori rotocalchi italiani. Osservate bene il claim, l'immagine, il nome del committente. Nel caso in cui non si capisse bene, spiego.
Il committente è l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato e il Consorzio Nazionale Lotterie (che fa capo al Ministero dell'Economia e della Finanza). L'agenzia che ha realizzato la campagna è Young Rubicam.
L'obiettivo è la promozione del Gratta e Vinci "MegaMiliardario" e, non casualmente, il testo che si legge è Tenta la fortuna al MegaMiliardario, il Gratta e Vinci che ti fa vincere fino a 1.000.000 di euro.
Noi sappiamo che, grossolanalmente, si può dire che un milione di euro equivale più o meno a due miliardi di vecchie lire. Il che significa, per i creativi della Y&R, che vincendo questa cifra si diventa megamilardari e infatti troviamo un testo che recita esattamente così:
Vincere al Magamilardario.
Il sistema più semplice per arricchirsi.
Senza sacrifici.
E qui, anche chi moralista o bacchettone non è, potrebbe aprire un bel dibattito che vaga dal buon gusto e che arriva fino al relativismo etico.
In mezzo ci sono tutta una serie di valutazioni strettamente connesse alla comunicazione in generale e alla sua funzione in particolare. Ma lasciamo perdere anche questo, sia pur a malincuore (ci torneremo, altrochè ci torneremo!), e passiamo all'immagine che supporta questi sublimi testi.
L'obiettivo della Y&R (che tra l'altro potrebbe sostenere che si tratta di un messaggio ironico, conosco il genere) è quello di visualizzare il concetto di megamiliardario o, meglio, di quella che è la vita di uno (una) che dispone di un ragionevole gruzzolo ottenuto senza sacrifici e con una semplice grattatina. Prego, osservate bene questa foto e il contesto che circonda i protagonisti.
Che dire dello sfondo? Un caminetto, stucchi, specchi e una poltrona su un tappeto con le frangie spelacchiate. Potrebbe essere la stanza di un albergo con troppe pretese, più facilmente quella di una casa dove è appena approdato, senza sacrificio, un miliardo tondo tondo di euro.
Ma il messaggio forte è lasciato ai due personaggi. Qui non c'è dettaglio che possa essere lasciato al caso. C'è una vecchia "lei", una specie di Patti Pravo tra trent'anni, che indossa una mise en soie bordata di finto ermellino con collana e bracciali di perle (of course), lungo bocchino (!). Decoltè attempato, gambe cellulitiche, pelle nobotox, capelli sfibrati e scarmigliati. Una vera principessa di bordello che ha agguantato (grazie alla grattatina?) un giovanotto che (ironicamente? Mah!) sta alle sue spalle vestito - en pendant - all'Upim dalla testa i piedi. Si presume - malignità delle malignità -, che i due si trovino in una camera da letto piuttosto kitsch.
La domanda da porsi, così, per puro diletto, è: chi dei due si è arricchito senza sacrifici?
Se è il lui, aleggia il vago sospetto di una certa perversione se, invece di rimorchiare una potenziale valletta, si è messo in camicia di rayon per l'amica di sua nonna. Se invece è lei ad essersi l'arricchita nel sistema più semplice, il messaggio è che questo le ha dato la possibilità di portarsi a casa (o in albergo e comunque in una stanza con un camino con i relativi attrezzi decisamente sottodimensionati e certamente in offerta alla Lidl) un prestante giovinotto.
Qui, occupandomi di comunicazione, potrei aprire un altro dibattito sul target ma, per decenza, glisso.
Comunque sia, non c'è niente ma niente di divertente ed io, come donna, mi sono sentita e mi sento profondamente offesa.