Visualizzazione post con etichetta Massachusetts 2010. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Massachusetts 2010. Mostra tutti i post
mercoledì 20 gennaio 2010
martedì 19 gennaio 2010
IN MASSACHUSETTS OGGI UN REFERENDUM PRO O CONTRO LE POLITICHE DI OBAMA

In un clima gelido, non solo meteorologicamente, si apriranno tra due ore (ore 7 locali) i seggi per l'elezione supplettiva del senatore che dovrà prendere il posto lasciato libero dal democratico Ted Kennedy. I seggi si chiuderanno alle 20 e già dopo due ore sarà possibile avere il risultato definitivo di quello che negli Stati Uniti è ritenuto un vero e proprio referendum sulle politiche del Presidente Obama. A contendersi il posto sono il repubblicano (ma ostinatamente indipendente) Scott Brown, che ha fatto la sua campagna elettorale tutta a bordo di un camioncino affiancato dalle due sveglissime figlie, e la democratica Martha Coakley per la quale è sceso in campo, e a ragione, lo stesso Obama. Gli ultimi sondaggi continuano a dare per vincitore il candidato repubblicano. Eventualità questa vista con estremo pericolo dalla parte democratica che si vedrebbe sfilare a Washington un seggio determinante a garantire la sua maggioranza. La posta in gioco è nientemeno che la riforma sanitaria di Obama ed è per questo che ormai negli Stati Uniti si parla apertamente che questa non è una normale elezione per rimpiazzare un senatore scomparso, ma una definitiva legittimizzazione o meno della politica del presidente. Non solo nel settore della salute ma di tutto il suo operato. Sia i leader repubblicani sia quelli democratici (Clinton compreso) sono volati nel New England per salvare il salvabile in una situazione che potrebbe segnare la prima sconfitta democratica in uno stato da sempre democratico. Il voto è stato preceduto, in queste ultime ore, come accade in tutti i paesi del mondo (e quindi anche nella democraticissima America), da reciproche accuse di "brogli" che, nel caso americano, riguarderebbero essenzialmente la procedura di registrazione degli elettori. Un meccanismo da tempo sotto accusa ma che nessuno a sin qui affrontato. Alcuni blog di Boston hanno denunciato, per esempio, che i democratici hanno registrato migliaia di elettori defunti. Per far fronte alle condizioni climatiche avverse i comitati dei due partiti si sono attrezzati con ogni mezzo per portare ai seggi gli elettori che potranno votare, come ho detto, sino alle 20. A Washington, in queste ore, a molti tremano le vene mentre in Italia, stranamente, i media sembrano ignorare questa sfida che arriva a un anno esatto dall'insediamento di Obama le cui aspirazioni, tra qualche ora, potrebbero infrangersi contro i raffinati abitanti del Massachusetts che, sperimentata sulla loro pelle una riforma sanitaria simile a quella voluta dal presidente, potrebbero vanificare il suo lavoro di un anno.
Brown al suo ultimo comizio
Obama e Clinton discutono sul voto
lunedì 18 gennaio 2010
MASSACHUSETTS: ULTIME ORE DI CAMPAGNA ELETTORALE. OBAMA IN PRIMA PERSONA A BOSTON PER SALVARE LA SUA RIFORMA SANITARIA.
L’Air Force One è atterrato ieri, domenica, all’aeroporto di Boston. Obama in persona è così sceso in campo per sostenere la candidata democratica Martha Coakley. Una sconfitta democratica in Massachusetts, come ho detto nel post di ieri, metterebbe in forse l’intera architettura della riforma sanitaria voluta dal Presidente. E infatti, il candidato repubblicano Scott Brown non ha mai smesso di ripetere che, se eletto, sarà il 41°, e decisivo voto contro la riforma sanitaria. Con i sondaggi che danno ancora in vantaggio Brown, i democratici stanno predisponendo una strategia per salvare la legge nel caso in cui Brown fosse eletto. Uno dei scenari possibili è quello di una versione, quella passata lo scorso mese al Senato, che riduce di molto la copertura assicurativa.
Obama ha tenuto il suo comizio nell’aula magna della Northeaster University mentre Brown incontrava i suoi sostenitori, giunti anche da stati vicini, a Worcester. Obama non si è mai riferito a Brown chiamandolo per nome contestando il fatto che continui a proclamarsi indipendente. “Io voglio un senatore “anche” indipendente – ha detto Obama riferendosi alla Coakley -, e lei ha il carattere giusto per esserlo”.
“E’ diventata avvocato – ha detto ancora Obama, - non per guadagnare, ma per aiutare la gente che lavora, lottando per le famiglie dei lavoratori come quella che lei ha cresciuto”. Obama ha anche fatto riferimento alla difficile situazione economica sostenendo che votando Brown si protegge gli interessi di Wall Street a spese della gente comune. Il nesso, in questo caso, era con la sua proposta della scorsa settimana, di tassare le banche per chiudere il deficit creatosi durante la crisi finanziaria. Proposta questa bocciata apertamente dai repubblicani che sostengono che si ritorcerebbe contro i consumatori.
I responsabili del partito democratico hanno dichiarato che nella sola giornata di ieri 3.500 volontari hanno contattato 575 mila elettori e che è aumentato considerevolmente tra gli elettori il coinvolgimento sui loro temi. Dal canto loro i repubblicani hanno mobilitato i loro leader nazionali per supportare Scott Brown. L’ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, ancora molto popolare nel suo Stato, ha mandato migliaia di mail nelle quali chiede a tutti i sostenitori di telefonare ai loro amici dicendo loro di votare per Brown. Il consigliere dell’ex presidente Bush Karl Rove si è affidato a Twitter utilizzando una banca dati telefonica, mentre McCain ha invitato gli elettori a sostenere Brown attraverso il suo sito. Sia la Coakley che Brown stanno bombardando gli elettori di telefonate automatiche e, mentre quelle dei democratici citano Clinton e Obama, quelle dei democratici utilizzano la voce dello stesso Brown. Sempre ieri, nel corso di una messa in una chiesa frequentata da afroamericani, il sindaco di Boston Thomas M. Menino ha chiesto ai presenti di telefonare ognuno ad almeno 10 persone per assicurarsi che domani vadano a votare.
Durante un comizio a favore della Coakley, sempre ieri, la presidente democratica del Senato Therese Murray ha invitato i sostenitori a utilizzare tutti gli strumenti elettronici a disposizione, Facebook, YouTube e i social networks per convincere gli amici ad andare ai seggi.
La preoccupazione è ora che, così come dicono le previsioni metereologiche, si possa avere su parte del Massachusetts un’ondata di cattivo tempo con nevicate ed è per questo che è già stata allertata l’Agenzia competente (che può essere paragonata all’italiana Protezione civile), affinchè garantisca agli elettori la possibilità di raggiungere agevolmente i seggi.
Oggi, anniversario della nascita di Martin Luther King, i due candidati stanno partecipando assieme a un breakfast in onore dei diritti civili. La Coakley si recherà quindi a ovest del Massachusetts per gli ultimi incontri con gli elettori (negli Usa non è previsto, come in Italia e in molti altri paesi del mondo, il silenzio elettorale nelle 24 ore precedenti il voto) mentre Brown terrà un comizio nella sua città natale di Wrentham.
www.pustetto.it
domenica 17 gennaio 2010
NEL MASSACHUSETTS IN PALIO LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA

http://www.brownforussenate.com/
La presenza di Obama, oggi a Boston, è la prova di quanto sia importante per entrambi gli schieramenti, una vittoria nello stato del Massachusetts nelle elezioni suppletive indette per occupare il posto lasciato libero, al Senato, da Ted Kennedy.
L’eventuale elezione del repubblicano Scott Brown potrebbe rappresentare per i democratici americani la fine del (breve) sogno della riforma sanitaria voluta da Obama. Brown, con il suo voto contrario, potrebbe infatti mandare all’aria il progetto obamiamo che si regge su una risicatissima maggioranza di 60 senatori. Gli abitanti dello stato del Massachusetts, tradizionalmente liberal, potrebbero così bocciare la legge di riforma oppure consentire che il suo percorso continui sino alla sua approvazione. Nel 2006 il Massachusetts ha votato una legge sanitaria rivoluzionaria e oggi il 97 della sua popolazione è coperto da assicurazione, la percentuale più alta tra gli Stati americani e con una copertura simile a quella dei paesi dell’Europa occidentale. Ma questa legge è costata agli abitanti dello stato una cifra enorme e non ha prodotto, stante all’opinione pubblica, i risultati che si era prefissata. Si potrebbe quindi sostenere che il Massachusetts ha sperimentato per primo e in tempi non sospetti, la riforma sanitaria voluta oggi da Obama. In questo clima è stato facile per Brown mettere in vetta al suo programma elettorale la profonda revisione di questa legge facendo tremare le vene ai democratici di Washington che hanno assolutamente bisogno di un loro eletto nell’elegante Stato della east coast, e soprattutto temono che su scala nazionale si registri – a causa dei suoi alti costi e ai tagli che produrrebbe in altri settori (tra cui il contrasto all’immigrazione clandestina) – una analoga presa di posizione da parte dell’opinione pubblica. Brown ha ripetuto nei suoi comizi e nei dibattiti, che il Massachusetts è l’esempio di quanto potrebbe accadere nel paese se la riforma di Obama fosse approvata.
Se il repubblicano Scott Brown vincesse il seggio lasciato libero dal senatore Ted Kennedy, Obama e i suoi uomini riceverebbero un ulteriore importante segnale che la tanto voluta riforma sanitaria è fallita prima ancora di partire. Anche se Brown perdesse con un piccolo margine sull’avversaria democratica, comunque i democratici dovranno preoccuparsi, perché se la riforma sanitaria non ha funzionato nell’evoluto Massachusetts non potrà funzionare da nessuna altra parte.
Per sostenere Brown è arrivato venerdì scorso a Boston l’ex sindaco di New York Rudy Giuliani mentre i maggiori esponenti dei democratici si accingono a vistare in queste ultime ore di campagna elettorale il territorio per sostenere la loro candidata Martha Coakly. L’ultimissimo sondaggio dà in vantaggio Brown con il 50 per cento sul 46 della sua avversaria. Giuliani ha detto, durante il suo comizio, che il Massachusettes deve mandare un messaggio “forte e chiaro” ad Obama eleggendo Brown. Poche ore dopo, davanti a una platea di circa 700 sostenitori, Bill Clinton si è rivolto agli elettori chiedendo loro di “non ripetere l’errore” di lasciare l’amministrazione, come è successo, per otto anni in mano ai repubblicani. “Dovete scegliere – ha detto Clinton -, tra il passato rappresentato da Brown e il domani personificato dalla Coakley”. La notizia del vantaggio di Brown ha galvanizzato i sostenitori repubblicani che hanno aumentato i fondi a favore del loro candidato mentre i democratici, che mai avrebbero pensato a uno scontro così duro nel liberal New England, sanno che una loro sconfitta suonerebbe come una precisa protesta contro le politiche di Obama. Sempre venerdì scorso, Martha Coakley ha annunciato una svolta nella sua campagna elettorale attraverso una “quattro giorni” finale di “Combattimento per voi” (“Fighting For You”) attraverso lo Stato. Chi vincerà lo farà al filo di lana in uno Stato dove, nonostante i più importanti rappresentanti della politica americana lo abbiano attraversato, più della metà degli elettori non è registrata a nessuno dei due partiti.
L'autobus di BROWN
www.pustetto.it
PER BROWN IL SEGGIO NON E' DI KENNEDY MA DELLA GENTE
Il dibattito radiofonico tra BROWN e COAKLEY
L'istruttivo dibattito dei tre candidati
L'istruttivo dibattito dei tre candidati
lunedì 11 gennaio 2010
IN MASSACHUSETTS IN PALIO IL SEGGIO SENATORIALE CHE FU DI EDWARD KENNEDY
Martedì 19 gennaio nello stato del Massachusetts sarà eletto il senatore che andrà a riempire il seggio rimasto vacante dopo la morte di Edward Kennedy. Per quanto si tratti di un’elezione suppletiva, sia i democratici sia i repubblicani stanno combattendo una battaglia durissima. A contendersi il seggio c’è la democratica Martha Coakley e il repubblicano Scott Brown. Per loro sono scesi in campo i rispettivi partiti che stanno investendo molti fondi soprattutto per la messa in onda di spot elettorali di cui qui riporto una piccola parte. Un recente sondaggio, i cui dati sono stati immediatamente contestati dai candidati, danno per vincente – con un ampio margine - la Coakley ma Brown, stante a sondaggi condotti con una diversa metodologia, sta rapidamente guadagnando terreno.
Eric Fehrnstrom, consulente di Brown, sta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per far vincere il suo candidato in un momento in cui i democratici temono la sconfitta e di veder incrinata la loro solida maggioranza al Congresso e in Senato. La Coakley ha messo al centro del suo programma la creazione di nuovi posti di lavoro e attenzione alla sicurezza nazionale. Per lei sarà in Massachusset, venerdì prossimo, anche Bill Clinton. Anche per Brown si è mobilitato il partito repubblicano nazionale che ha stanziato un'ulteriore cospicua somma di denaro per la messa in onda di spot televisivi in cui il candidato repubblicano dimostra di essere in grado di intercettare i voti degli elettori indipendenti e dei democratici che non sono d’accordo con la riforma della sanità voluta da Obama.
UNA VALANGA DI SPOT PER BROWN
LO SPOT ISTITUZIONALE
ECCO UNO SPOT INSOLITO PER BROWN
ANCHE I VETERANI CON SCOTT BROWN
AUGURI ELETTORALI
Eric Fehrnstrom, consulente di Brown, sta utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per far vincere il suo candidato in un momento in cui i democratici temono la sconfitta e di veder incrinata la loro solida maggioranza al Congresso e in Senato. La Coakley ha messo al centro del suo programma la creazione di nuovi posti di lavoro e attenzione alla sicurezza nazionale. Per lei sarà in Massachusset, venerdì prossimo, anche Bill Clinton. Anche per Brown si è mobilitato il partito repubblicano nazionale che ha stanziato un'ulteriore cospicua somma di denaro per la messa in onda di spot televisivi in cui il candidato repubblicano dimostra di essere in grado di intercettare i voti degli elettori indipendenti e dei democratici che non sono d’accordo con la riforma della sanità voluta da Obama.
UNA VALANGA DI SPOT PER BROWN
LO SPOT ISTITUZIONALE
ECCO UNO SPOT INSOLITO PER BROWN
ANCHE I VETERANI CON SCOTT BROWN
AUGURI ELETTORALI
Iscriviti a:
Post (Atom)

